Dopo l’ultima partita, Giannis Antetokounmpo è stato interrogato sulla sua fiducia nel concludere la stagione con i Milwaukee Bucks. La risposta è stata vaga, ma sufficiente ad alimentare le speculazioni sul suo futuro:
«Non lo so, la prendo giorno per giorno».
La domanda nasceva dal fatto che diverse squadre starebbero tenendo congelati i propri piani di mercato in attesa di capire cosa accadrà con Giannis. Il due volte MVP ha però chiarito il suo approccio:
«Non posso controllare queste cose, non posso controllare quello che fanno le altre squadre. Cerco solo di concentrarmi sul fare il mio lavoro, che è competere e provare a vincere le partite».
Fischi, tensione e il “villain mode”
Un passaggio chiave dell’intervista ha riguardato il momento di rottura della scorsa settimana, quando i tifosi di Milwaukee lo hanno fischiato e lui ha risposto a sua volta.
Alla domanda su come si fosse sentito interiormente, Giannis ha risposto senza esitazioni:
«È stato bellissimo. Per qualche motivo quest’anno mi piace essere il cattivo».
Anche di fronte all’osservazione che quei fischi arrivavano dai suoi stessi tifosi, Antetokounmpo non ha fatto marcia indietro:
«Non importa, con chiunque. Mi fa girare ancora di più il motore. Mi rende più affamato quando gioco, mi fa competere di più. Io amo solo giocare a basket. Qualsiasi cosa riesca ad accendere il mio fuoco, la amo».
Parole che raccontano un Giannis carico, provocatorio e concentrato solo sul campo, ma che allo stesso tempo lasciano aperti interrogativi importanti sul suo futuro a Milwaukee.





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