“AAA cercasi la Vanoli disperatamente”. È l’immagine che fotografa il momento dei biancoblù: squadra smarrita, reduce dalla quarta sconfitta consecutiva e da un dicembre avaro di soddisfazioni, con la chiusura dell’anno solare che porta lunedì al Forum la sfida contro l’Olimpia Milano reduce da qualche giorno di pausa.
La stagione, fin qui, aveva preso una piega diversa: partenza impegnativa, perdendo con la Reyer (che è corazzata per la LBA), poi tre vittorie in fila, quattro in cinque, cinque in sette. Quindi la frenata netta: quattro ko consecutivi. La classifica, per ora, regge, ma non ci si deve sedere, perché con i cambiamenti delle avversarie dirette nella corsa salvezza qualcosa sul fondo della graduatoria inizia a muoversi. È il momento di non farsi prendere dal panico, lavorare duro in settimana, possibilmente al completo, e recuperare energie fisiche e mentali per riprendere il percorso interrotto.
Contro Tortona, ancora una volta indigesta, il match è scivolato via tra problemi che si sommano: una settimana complicata dal punto di vista fisico, con attacchi influenzali che hanno limitato il potenziale e condizionato anche gli allenamenti, costringendo a centellinare Aljami e altri reduci dagli acciacchi. Ma dentro la partita si è vista soprattutto una Vanoli lontana dalla migliore interpretazione mentale: troppe palle perse banalmente, molte conclusioni affrettate e fuori dagli schemi, una difesa non sempre registrata. Con il passare dei minuti e l’avversaria sempre avanti, è salita la frenesia di cercare soluzioni personali invece di affidarsi al punto fermo che dovrebbe essere il gioco di squadra. Casarin, Ndiaye, Veronesi e Grant hanno provato a invertire il trend da soli, ma si sono infranti contro l’organizzata difesa della Bertram.
È vero che diversi tiri sono stati costruiti con giudizio, ma la precisione è arrivata solo a tratti: in casa, il 28% da tre è davvero troppo poco. Lo spunto finale ha limitato lo svantaggio, ma troppo tardi per riaprire. Qualcuno ha criticato la gestione dei giocatori, in particolare di Durham, ma staff e allenatore hanno dovuto fare i conti con una settimana pesante e con la necessità di dosare le risorse.
Ora c’è Milano, “una sfida impossibile”, ma resta lì la domanda che accompagna questo mese: non lo era anche quella di Bologna? Gigi Brotto, in panchina, aveva sorpreso tutti (in estate si profetizzavano già avvicendamenti con Luca Vitali), ma adesso deve risolvere in fretta una situazione diventata non semplice. E sullo sfondo, forse, non hanno aiutato le voci sulla cessione del titolo a fine stagione, opzione viva da mesi ma rilanciata in modo strampalato da media in cerca di click.
Top – Davide Casari, quello che a Venezia consideravano un raccomandato, si è ripreso anche la Nazionale
Flop – Il gioco d’insieme nei momenti di difficoltà





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