«Non ce l’ho, non ce l’ho». Peppe Poeta e le pressioni sugli arbitri

Peppe Poeta
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«Non ce l’ho, non ce l’ho». Sarunas Jasikevicius “trita” gli arbitri per 40’, Peppe Poeta rivendica il suo modo di essere in sala stampa

«Non ce l’ho, non ce l’ho». Sarunas Jasikevicius “trita” gli arbitri per 40’, Peppe Poeta rivendica il suo modo di essere in sala stampa dopo il ko di Olimpia Milano con il Fenerbahce.

«Di base, non ce l’ho ragazzi. Non ce l’ho, non ce l’ho, non ce l’ho. Ci proverò, ci proverò. Se serve ci proverò, ma non è nel mio carattere, come quando mi hanno detto che per vincere devi essere più duro con i giocatori delle volte. Io da quel punto di vista ho il mio carattere e non scendo a compromessi.

Io se devo mettere pressione e urlargli addosso, non sono me stesso, non riesco, non fa parte del mio carattere partendo dal presupposto che secondo me non so se sia un beneficio onestamente.

Lo fanno tutti, non fa parte del mio carattere, non penso ci riuscirò mai e voglio credere che non benefici. Voglio credere che non benefici… gli arbitri possono sbagliare, sono molto tolerante verso gli errori degli arbitri perché sono come i giocatori, come gli allenatori, possono sbagliare però ecco… caratterialmente è difficile arrivare ai compromessi, sono me stesso, arrivo dove arrivo, se per vincere bisogna mettere pressione agli arbitri magari non sarò in grado di farlo.

Io l’anno scorso ho preso zero falli tecnici, penso. O forse uno… Forse uno, forse uno. Forse uno perché ho messo un piede in campo. Ci sta, dovrei farlo, magari dovrei farlo. Non ce l’ho, non ce la faccio».

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