Riccardo Pittis, ritornato nella dirigenza di Treviso Basket, si racconta al Messaggero Veneto.
“Più che della razionalità, è frutto della sfera emotiva. Vorrei poter essere d’aiuto a Tvb in un momento sicuramente non facilissimo dal punto di vista sportivo, anche se non so ancora bene in che modo posso farlo”.
“Qualora qualcuno ritenga possa essere utile, sarò ben lieto di farlo. Però voglio sia chiaro fin da subito: nessuno deve pensare che sia arrivato il salvatore. Per questo, innanzitutto cercherò di ascoltare e osservare un ambiente che non conosco dall’interno, in modo da scoprire quale potrà essere il miglior contributo da parte mia alla squadra e al club. Una cosa è certa: vorrei che la mia presenza rappresentasse un valore aggiunto, altrimenti sarebbe inutile per la società, per la squadra e anche per me stesso”.
“È sicuramente un momento chiave. Così come era fondamentale vincere domenica scorsa, contro una potenziale diretta concorrente. Adesso quello che si deve fare è pensare una partita alla volta, giocare minuto dopo minuto, senza guardare la classifica o preoccuparsi di cosa potrà accadere in futuro. Di certo, è una situazione sfidante, ma è altrettanto vero che, paradossalmente, queste situazioni sono una grandissima opportunità per diventare una squadra vera. Quando le cose vanno bene, sono bravi tutti. E’ nei momenti difficili che emergono, appunto, i giocatori veri e le persone vere. La Nutribullet ha la possibilità di dimostrare a se stessa, in primis, e poi a tutti gli altri di essere una squadra vera, capace di uscire unita dalle difficoltà”.





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