Ai microfoni del Corriere dello Sport coach Luca Banchi, CT di ItalBasket, ha parlato di Donte DiVincenzo, delle sensazioni che prova alla vigilia del debutto sulla panchina azzurra e sulla volontà di ottenere risultati.
Su DiVincenzo: “Ho in programma un viaggio negli Usa. Vorrei incontrarlo per guardarlo negli occhi. La FIP in estate si era mossa benissimo per il passaporto, poi un infortunio l’ha messo fuori gioco. Voglio andare in America per capire la possibilità di averlo nelle finestre estive. E poi incontrare Fontecchio che a Miami sta facendo benissimo e Gallinari. Lui può essere il nostro ambasciatore al di là dell’Oceano. E ci sono i tanti nostri giovani che giocano al college, nella NCAA”.
Le sensazioni alla vigilia del debutto in azzurro: “Molto positive, è l’inizio di un nuovo percorso. Lo spirito del gruppo è quello di cui avevo sempre sentito parlare. Ragazzi che vogliono la maglia azzurra, felid di stare insieme. Di tempo a disposizione ce ne è poco, lo sappiamo e affrontiamo l’Islanda che ha 9 dei 12 convocati che erano insieme all’Europeo mentre noi siamo un gruppo diverso. Insomma siamo a due poli opposti. Impostare subito un’idea di gioco è diffidle. Ma sento la grande partedpazione di tutti e tanto interesse. E questi sono concetti non negoziabili che ci daranno forza”.
Petrucci chiede un risultato: “Lo vuole lui, lo voglio io, i ragazzi, i tifosi e tutto il movimento. Non è facile vista la grande concorrenza che ha allargato il numero delle nazionali di valore. Stiamo gettando le basi per il futuro, lavoriamo pensando fino al 2029, ma non ci tiriamo indietro. C’è da lavorare, noi, le leghe e le società. Chiedo a tutti di impegnarsi per investire sui settori giovanili, sulle strutture e dare valore agli istruttori, ai formatori, agli allenatori”.





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