Carlo Recalcati: A Varese è il progetto di Scola e a Cantù l’attrazione del nuovo palasport

Carlo Recalcati
Carlo Charlie Recalcati Italia Italy - Ucraina Ukraine 2023 FIBA Basketball World Cup - European Qualifiers FIP 2023 Livorno, 23/02/2023 Foto M.Ceretti / Ciamillo-Castoria

Carlo Recalcati si racconta su La Prealpina. Lui, uomo trasversale, e quindi unico, nel derby in arrivo tra Pallacanestro Varese e Pallacanestro Cantù

Carlo Recalcati si racconta su La Prealpina. Lui, uomo trasversale, e quindi unico, nel derby in arrivo tra Pallacanestro Varese e Pallacanestro Cantù.

«Assolutamente sì, per i tifosi delle due squadre. Più difficile spiegare oggi ai giocatori cosa è un derby: con gli stranieri in particolare bisogna ricorrere alle rivalità di NBA o college. Ma appassionati e addetti ai lavori vivono una settimana di trepidante attesa e a seconda delle età dei tifosi c’è il risveglio di ricordi di sfide appassionanti del passato».

«Al di là del fascino della rivalità fra i due club, è una sfida fra squadre che al momento occupano posizioni di classifica dal nono posto in giù. E dunque hanno attualmente gli stessi obiettivi, ossia salvarsi senza soffrire; questo confronto per punti che valgono doppio vale comunque come stimolo extra per la posta in palio».

«L’ambizione di entrambi i club è quella di lavorare a una crescita lenta ma oculata che possa portarle a rivaleggiare per posizioni diverse rispetto a quelle attuali. Unico modo attraverso il quale due realtà di provincia come Varese e Cantù possono reggere l’attuale serie A: al comando o all’orizzonte non ci sono Paperoni, la programmazione nel tempo è una strategia vincente. A Varese è il progetto di Scola e a Cantù l’attrazione del nuovo palasport che ha attirato sponsor e investitori nuovi».

«È la cosa più difficile da far capire ai tifosi: anche i giovani che non hanno visto Varese e Cantù vincere scudetti e coppe vivono dei racconti di nonni e padri. Quando vincemmo la Stella con i Roosters, la maggior soddisfazione dei giovani di allora era poter dire “c’ero anch’io quella notte dell’11 maggio” come facevano i loro padri dell’era di Meneghin e Morse. Oggi si gioca per la salvezza, ma la speranza è sempre quella di fare meglio rispetto ai pronostici. Cosa lecita, anche per la squadra, visto che il divario fra ottavo posto e zona retrocessione è spesso molto ridotto. Ma le aspettative sono sempre elevate».

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