Intervistato da Antonio Simeoli sulla “Tribuna di Treviso”, la “Nuova di Venezia e Mestre”, il “Messaggero Veneto” e “Il Piccolo”, il Presidente della Lega Basket Serie A Maurizio Gherardini ha affrontato vari temi tra cui la LBATV e l’importante crescita del movimento. Di seguito l’intervista integrale:
“L’importante è capire che questa è la casa del basket professionistico italiano e se lavoriamo tutti insieme possiamo fare grandi cose”.
LBATV è stata una scelta coraggiosa, dopo alcuni inevitabili disservizi: quali sono le prospettive della piattaforma?
“A parte qualche piccolo incidente di percorso, è un progetto che sta crescendo, la qualità di lavoro di Deltatre è apprezzabile, miglioreremo i contenuti editoriali, è stata una scelta importante e rivoluzionaria. Il mondo dei diritti tv sta andando in questa direzione. Anche qui, se lavoriamo insieme, possiamo ottenere ottimi risultati”.
Il Nord Est ruggisce di nuovo: a Venezia e Treviso si sono aggiunte prima Trieste e ora Udine…
“E l’Apu dimostra già organizzazione e qualità: è bello che in un’area relativamente piccola come questa ci siano realtà estremamente competitive. E le rivalità, se sono sane, aiutano la lega a crescere”.
Puntate molto sui social e sulle nuove piattaforme.
“Vogliamo aumentare l’interesse. Abbiamo una piattaforma innovativa che consente ai giocatori, già pochi minuti dopo la partita, di poter veicolare attraverso un Qr-code, sui loro profili foto e altro. L’obiettivo è attrarre sponsor e aumentare il valore della lega”.
Il palasport di Venezia è uno dei simboli della nuova era degli impianti.
“Il Bosco dello sport, che sta sorgendo a Tessera, è meraviglioso, a Trento, Cantù, Bologna sponda Virtus ci saranno nuovi impianti: senza qualità delle strutture la LBA non ha futuro”.
Udine fa fatica a costruirlo nonostante l’esempio virtuoso dello stadio.
“Ho visto il grande progetto del presidente Pedone: lo esorto a continuare a sognare. Un’arena nuova è lo sbarco in un’altra dimensione”.
Presidente, che serie A ha trovato vent’anni dopo i successi con la Benetton Treviso?
“È cambiato il mondo, ma ora il duopolio Milano-Virtus, che parallelamente devono giocare l’Eurolega, è attaccato da altri club ambiziosi. E la competitività e l’imprevedibilità, vedi nella stessa Nba i successi di Oklahoma e Denver, alzano il livello di una lega”.
Cosa ha lasciato un gigante come Giorgio Armani nella LBA?
“Ha portato un brand globale nel basket italiano: saremo in grado di attrarre altri investitori di tale portata?”.
Di italiani in campo, se ne vedono un po’ di più anche grazie a una società multiculturale. Vedi i fratelli Niang e non solo.
“Sono storie bellissime, specchio dei tempi che cambiano. Questi talenti daranno linfa alla Nazionale del futuro. Ho costruito squadre per 40 anni: i talenti non hanno bandiere e hanno sempre giocato. Con o senza sei americani nel roster”.
Questione tifosi, i veti alle trasferte dal Viminale sono sempre di più, specie dopo i fatti di Rieti. Dopo il no ai tifosi di Venezia a Udine è arrivato il divieto di trasferta dei supporterà di Trieste a Brescia. Spesso per questioni legate al calcio. Cosa possono fare Lega e club?
“Educazione, prevenzione. Il tifoso del basket non deve mai essere associato a episodi di violenza. I biglietti nominali? Inevitabili e al passo con i tempi”.
Udine-Reyer è anche la partita di Dalipagic, uno dei grandi della lega.
“Lo conoscevo bene, ma il ricordo, indelebile, è associato al mio matrimonio. Nel 1981 a metà ricevimento dovetti correre da Forlì a Venezia per andare in panchina per una gara di play-off, per noi insperati, contro la Reyer. C’erano lui e Haywood dall’altra parte”.
Il suo quintetto del cuore della serie A?
“Impossibile, tra miei giocatori e rivali farei dei torti. In tre, però, sono obbligatori: D’Antoni, Kukoc e McAdoo”.
La Nba fatica a entrare in Europa col suo progetto: è merito del radicamento e del successo dell’Eurolega?
“La grande organizzazione dell’Nba sta facendo un processo esplorativo, ma l’Eurolega ha una componente adrenalinica, data anche dalla diversa struttura delle due leghe, che è difficilmente replicabile”.
Lei nel 2006 ai Raptors scelse Bargnani al n° 1: più orgoglio o rimpianto per una carriera del Mago che non ha rispettato le attese?
“Andrea ha giocato comunque 10 anni in Nba ad alto livello, era vent’anni avanti agli altri per ruolo, forse avrebbe dovuto restare un altro paio d’anni a Treviso. Una cosa è certa: come Executive Advisor della LBA farà grandi cose”.





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