Simone Fontecchio: “A Miami gli standard sono più alti”

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Simone Fontecchio racconta il suo impatto con il mondo Miami Heat e non solo

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Simone Fontecchio racconta il suo impatto con il mondo Miami Heat e non solo.

Andiamo a leggere alcune delle sue dichiarazioni.

Sull’approdo a Miami: “Lo sognavo da piccolo, sono felice di essere qui. Non nascondo che anche il luogo ha avuto una certa attrattiva. C’è anche Gallinari… Con una comunità italiana importante, e tanti amici, è anche meglio. Si percepisce anche da fuori che è un ambiente diverso, un po’ come San Antonio, e ne ho avuto la conferma vivendolo da dentro. Qui gli standard sono più alti e questo ti responsabilizza. Non è per tutti, però se abbracci questa cultura e questo modo di pensare, riesci a viverlo e goderne di più. Capisci subito lo sforzo mentale e fisico ti viene richiesto, con riunioni, analisi al video, ma anche incontrando quotidianamente leggende come Pat Riley, Alonzo Mourning, Haslem, che sono sempre presenti: solo averli intorno crea soggezione e rispetto.”

Fontecchio ha già anche accolto il nuovo CT della Nazionale, Luca Banchi: “Ci siamo sentiti, gli ho fatto i complimenti e dato il benvenuto. Non vedo l’ora: conoscendolo e avendo visto gli ottimi risultati della Lettonia, mi fa gola lavorare con lui e vedremo quando sarà possibile.”

E poi ha anche raccontato la mattina dell’arresto di Terry Rozier da parte dell’FBI: “Ero in hotel, non ho visto né sentito niente. Siamo tutti vicini a Terry in questa situazione, vediamo come andrà”.

 

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