Intervistato da Marco Caiazzo su “La Repubblica – Napoli”, Stefano Gentile ha fotografato la situazione in casa Napoli Basketball: “Stiamo cercando di trovare la nostra identità di squadra, dove il risultato venga prima del singolo. Serve pazienza con una squadra nuova per nove decimi, ma al tempo stesso sappiamo che i risultati devono arrivare presto. Coach Magro? Il lavoro è quello di impostare una nuova filosofia che porti rapidamente ai risultati sperati: servono vittorie per alzare il morale e crescere più in fretta. È ciò che ci siamo detti a inizio stagione ed è l’obiettivo al quale stiamo lavorando”.
Qual è il problema principale di questa squadra? “”In alcuni momenti giochiamo bene, in altri meno. Per lunghi periodi facciamo le cose giuste con i tempi corretti; altre volte ci perdiamo, manca continuità. Dobbiamo essere più costanti e fare sempre la cosa giusta, in attacco e in difesa. Quando ci riusciamo giochiamo una buona pallacanestro. Sono sicuro che arriverà il momento del “clic”.
Il papà di Stefano, Nando, fu il capitano della grande Juvecaserta: “Io capitano azzurro da casertano? Trent’anni fa un Gentile a Napoli forse era impensabile, oggi i tempi sono cambiati. Mi sento di rappresentare un po’ tutta la Campania: ho seguito mio padre in tutta Italia ma mi sono sempre sentito di appartenere a questa terra, uno scugnizzo orgoglioso. E i tifosi napoletani mi hanno dimostrato stima, dopo qualche commento sui social un po’ negativo al momento del mio arrivo, l’affetto è stato grande: cerco di dare sempre il massimo, poi è il tifoso a giudicare”.
Infine un parere sul lavoro della nuova proprietà americana: “Rizzetta e soci hanno un approccio particolare: al Sud c’è sempre grande ansia del risultato, con loro si lavora sul lungo periodo. Grande programmazione, poca pressione sulla squadra, l’idea di costruire più che guardare solo alla prossima partita”.





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