Intervistato da Fabrizio Fabbri per il Corriere dello Sport Massimo Cancellieri commenta le ultime, ottime, uscite dell’Aquila Trento e non solo.
Andiamo a leggere alcune delle sue dichiarazioni.
Sull’avvio di stagione, che sicuramente poteva andare peggio: “Beh, però bisogna ricordare anche il -31 della prima casalinga in Eurocup contro Bourg. Una serata non particolarmente brillante. Diciamo che a un certo punto ho lasciato chi era in campo a prendere un po’ la porta in faccia. È servito e si è poi visto nella prima in LBA contro Cantù e quindi a Podgorica”.
In merito al contesto di lavoro creato dalla società: “L’onda lunga la crea questa società che non lascia nulla di intentato. Ha creato negli anni una struttura solida, dove i ruoli sono definiti e questo aiuta anche i giocatori a trovare subito la loro giusta collocazione. Qui è stato costruito qualcosa di importante ed è il senso di comunità che ti abbraccia costantemente. Così, di fronte alle sconfitte, si analizza, senza fare tragedie”.
Sul coraggio di lasciare tanto spazio ai giovani: “Non esageriamo nel parlare di coraggio. I nostri giovani si stanno guadagnando spazio convincendoci giorno dopo giorno. Se uno ha talento, un coach non guarda la carta d’identità. Repesa faceva giocare Alessandro Gentile, a Treviso, quando aveva 16 anni. Ed è così per Hassan e Niang. Voi poi vedete la parte bella, le giocate migliori. Ma di errori ne fanno tanti e io, ve lo assicuro, glielo faccio notare”.





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