A Podgorica non ha vinto solo la Dolomiti Energia Trentino, ha vinto una certa idea di pallacanestro. Moderna, collettiva, lucida. Un successo da 107-96 sul campo del Buducnost, che per organico e ambizioni è tra le favorite dell’EuroCup, ma che contro la squadra di Massimo Cancellieri è apparsa fragile, quasi disorientata. Trento, invece, ha imposto ritmo, difesa e disciplina tattica, firmando una vittoria che resterà come una delle più brillanti in Europa nella storia recente del club.
Il dato chiave è quel terzo quarto da 30-12, un manifesto tecnico e mentale. Senza Battle, Steward e Airhienbuwa, l’Aquila ha trovato risorse in ogni angolo del roster. Devante’ Jones, semplicemente perfetto: 24 punti, 7 assist e 12/12 ai liberi, ha dominato la scena come un direttore d’orchestra. Ma sarebbe ingiusto fermarsi lì: Jogela e Niang hanno illuminato la ripresa, Bayehe ha imposto fisico e presenza, Jakimovski ha punito dall’arco, e il diciottenne Hassan ha giocato con la sfrontatezza di un veterano.
Una vittoria che porta la firma di Cancellieri, capace di gestire le rotazioni con equilibrio e di trasmettere serenità a un gruppo ridotto ma pieno di fiducia. La squadra ha tirato con il 72,5% da due, segno di un attacco efficiente e di letture sempre corrette. Anche nei momenti difficili, quando il Buducnost ha provato a rientrare, Trento non ha mai perso controllo né lucidità.
Il messaggio è chiaro: questa Aquila non è solo entusiasmo o energia, è sostanza e maturità. Se questa è la versione europea di Trento, allora l’EuroCup può davvero diventare un terreno fertile per ambizioni più grandi.





Commenta
Visualizza commenti