Il sito Meridian, in Serbia, ha intervistato Vlatko Cancar in queste ore, raccontando anche alcuni retroscena. Ecco la traduzione completa di ROM.
Appena l’arbitro ha fischiato la fine e Ettore Messina ha pronunciato le sue brevi parole nello spogliatoio, Vlatko Čančar non è tornato subito in albergo: si è diretto in palestra, per altri quindici minuti di lavoro, prima di unirsi alla squadra. Un gesto che racconta la sua mentalità nel giorno del debutto in EuroLeague con la maglia dell’Olimpia Milano, proprio nella città che è stata casa sua per due anni.
Dopo l’esperienza in NBA con i Denver Nuggets, il 28enne sloveno ha scelto l’Olimpia per tornare protagonista in Europa, e il calendario gli ha riservato subito due trasferte consecutive nella caldissima Belgrade Arena. La prima tappa, contro la Stella Rossa, è già stata superata: “Faccio i complimenti ai miei compagni – ha detto Čančar a Meridian Sport –. È stata una grande vittoria, in un campo difficilissimo. Tutti quelli che sono entrati hanno dato un contributo importante”.
Il giocatore sloveno ha sottolineato l’impatto di Giampaolo Ricci, “decisivo con triple e penetrazioni nel momento chiave”, e ha speso parole di stima per i compagni Zach LeDay e Marko Guduric: “Zach è fantastico, di Marko sappiamo di cosa è capace: basta che entri il primo tiro e poi diventa inarrestabile. Ha avuto pazienza e contro la Stella Rossa si è fatto trovare pronto”.
Sul calendario che lo ha portato subito a vivere l’infuocata atmosfera di Belgrado, Čančar sorride: “Appena ho visto le due trasferte di fila ho pensato: subito nel fuoco. È una fortuna e un privilegio poter giocare davanti ai tifosi della Stella Rossa e poi subito davanti a quelli del Partizan. Mi godo questa opportunità, devo solo sistemare il ginocchio e andrà ancora meglio”.
Stasera, alle 20.30, Čančar affronterà il Partizan nella seconda tappa della stagione europea dell’Olimpia. “Mi aspetto un’atmosfera incredibile e una partita molto dura – ha concluso –. Sarà ancora più complicata dopo il loro ko con Dubai, non vedo l’ora che cominci”.





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