Saliou Niang: I giovani? Quando sento dire che serve coraggio un po’ mi viene da ridere

Saliou Niang
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Saliou Niang ha parlato sul Corriere dello Sport nel pieno del grande Eurobasket che sta vivendo a Limassol con Italbasket

Saliou Niang ha parlato sul Corriere dello Sport nel pieno del grande Eurobasket che sta vivendo a Limassol con Italbasket.

SUL MOMENTO

«Ma no, ho vissuto tutto d’un fiato ma sono ben cosciente di quello che sta accadendo. Certo se ripenso ad un po’ di tempo fa posso dire che non mi sarei aspettato tutte queste cose. Ma non è casualità, è frutto dell’impegno che ho messo e metto ogni giorno per cercare di migliorare. Dentro ho qualcosa che mi spinge sempre a dare di più».

SULLA VIRTUS

«Senza la splendida stagione di Trento probabilmente non sarei approdato alle V nere. È una nuova esperienza che mi apre le porte su un’Europa differente, quella dell’Eurolega. Ci arrivo nel momento giusto per me e con una squadra ambiziosa e un grande coach. Sono stato fortunato, prima Galbiati, ora Ivanovic, Pozzecco in Nazionale. Avrò modo di migliorare ancora. È un momento della mia carriera in cui avverto una grande fiducia e sono pronto alla nuova sfida».

SUI GIOVANI IN ITALIA

«Non riesco a darmi una risposta. Quando sento dire che serve coraggio un po’ mi viene da ridere. I giovani se hanno talento devono essere messi in campo. Hanno diritto a poter commettere degli errori e poi a correggerli. Se preventivamente si decide di non farli giocare il discorso cade. I nostri under 20, per esempio, hanno bisogno di essere protagonisti».

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