Simone Fontecchio, dopo il record nel match con la Bosnia, ha parlato su La Gazzetta dello Sport nel giorno di Italia-Spagna. Ecco alcuni passaggi.
SUL MOMENTO DIFFICILE
«Mi sono isolato. In questi giorni ho parlato soltanto con mia moglie e mio fratello, che mi hanno supportato e anche sopportato. Ti passa per la testa di tutto, capita di vacillare, ma poi ricordi tutto il mazzo che ti sei fatto alle spalle: quella è la base per la fiducia. Che non bisogna mai perdere. Non ero preoccupato di non fare canestro, ma di vincere e di rendermi utile. Cerco sempre di avere la memoria cortissima e non pensare agli errori dell’azione prima. Con la Bosnia pensavo solo “Vinciamo questa partita”».
SULLA SQUADRA
«Quando siamo aggressivi e intensi in difesa cambiamo le partite. Non concedere extra possessi, ci permette di correre in contropiede: quello fa la differenza. A metà campo facciamo più fatica, ma stiamo cercando di migliorare la fluidità».
SULLA SPAGNA
«Hanno carattere. Squadra tosta, con tanto talento anche se in fase di transizione, ma sempre ostica e pericolosa. Rapida negli esterni, Brizuela dalla panchina, fisicità dentro con Willy Hernangómez, il tiro mortifero di Aldama. E poi c’è Scariolo in panchina».





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