Pozzecco: Tutti ci giudicano solo attraverso le vittorie, io ho una visione e una filosofia diverse

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Gianmarco Pozzecco Nazionale Italiana Maschile Senior - Torneo dell’Acropoli - Amichevole Italia Italy - Lettonia Latvia FIP 2025 Atene, 21/08/2025 Foto M.Ceretti / Ciamillo-Castoria

Tra 5 giorni il debutto a Eurobasket, contro la Grecia di Giannis Antetokounmpo

Gianmarco Pozzecco, CT della nazionale italiana, ha concesso un’intervista a Basketball Sphere.

Ne riportiamo alcuni dei passaggi più significativi:

“Non devo dimostrare a nessuno se sono un buon allenatore o no. Voglio godermi il tempo che passo con i miei giocatori. Il più delle volte il divertimento arriva quando vinci le partite, ma se non succede, devi accettare che qualcun altro sia stato migliore e, allo stesso tempo, migliorare. Penso che oggi tutti siano troppo concentrati sulle vittorie e sulle sconfitte, come se l’unica cosa che contasse fosse il risultato. Io ho una visione e una filosofia diverse.

Tutti giudicano giocatori e allenatori solo attraverso le vittorie. Recentemente, quando abbiamo giocato a Bologna contro l’Argentina, l’arena era sold out. Anche in pieno periodo di vacanze, era piena, a dimostrazione di quanto la gente ami questa squadra. Tutti diranno che la Serbia è la miglior squadra d’Europa, ma non sarà facile nemmeno per loro. All’EuroBasket ci sono tante squadre forti: Germania, Lituania, Lettonia, Francia, Grecia, Spagna… Bisogna preparare la propria squadra per competere, ed è quello che faccio.

Non mi interessa la mia carriera, potrei smettere anche domani. Ovviamente do sempre il massimo, non posso vivere la pallacanestro in un altro modo. Ricordo quando sono cresciuto in Jugoslavia, passando il tempo a giocare a basket, e litigavo sempre con tutti in campo. Ho ancora quella mentalità.”

Il Poz ha parlato anche dell’abbraccio con Darius Thompson dopo il suo primo canestro in maglia Azzurra.

“Il mio obiettivo è sempre di creare qualcosa di speciale insieme ai miei giocatori”

“Quando sono diventato allenatore, mi sono detto che, prima di tutto, volevo dare ai miei giocatori la possibilità di vivere una bella atmosfera. Certo, tattiche, difesa, cambi, attacco… tutto questo conta, ma il mio obiettivo principale è costruire qualcosa di speciale tra di noi.

Tutti parlavano di DiVincenzo, poi si è infortunato e abbiamo chiamato Darius Thompson. Lui ha subito detto che era pronto a giocare, ma essendo americano, nato lì, volevo che si sentisse ben accolto fin dal primo momento. Quando ha segnato quel canestro, l’ho abbracciato e gli ho detto che ero davvero felice che fosse con noi, e poi gli ho detto: ‘Adesso vai a tirare il libero.’

Il mio compito è fare in modo che ogni giocatore si senta bene.”

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