Nik Melli, capitano di Italbasket e fresco vincitore dell’Eurolega con il Fenerbahce, è stato intervistato su Domani da Giorgio Burreddu. Andiamo a leggere alcune delle dichiarazioni più interessanti rilasciate dall’ex Olimpia Milano.
Sull’emozione di vincere l’Eurolega: “Se penso alla notte dell’Eurolega mi commuovo ancora. Era un’ossessione. L’ho visto negli occhi di mia moglie che aveva addosso il marsupio con nostra figlia Ludovica. Anche lei era in lacrime, lacrime liberatorie”.
Sul significato delle lacrime a fine partita: “Di liberazione. Per me Ì’Eurolega era diventata un’ossessione. Basile, prima della partita, mi aveva scritto: «Oh maestro — noi ci diciamo così, maestro — mi raccomando vincete stasera ormai la finestra si sta chiudendo». Sai, l’età. Ogni anno che passava era un anno in meno di possibilità. Avrei voluto essere in campo gli ultimi 6 minuti. Ma non parlerò dei falli. Quando ho capito che avevamo vinto, mi è salita questa marea, una specie di liberazione”.
Questa poi la riflessione di Melli in merito ad un possibile vuoto lasciato da una grande gioia: ” È un pensiero che dopo la partita ho avuto, siamo andati a mangiare in hotel, volevo poi condividere i momenti con la mia famiglia. Sono rimasto un’ora e mezza con Jalcub, che è il mio migliore amico, in camera a parlare. Anche lui è sempre stato con me, a Reggio avevamo giocato insieme. Ma siamo sempre stati io e lui in questo percorso, in questo lungo viaggio. E abbiamo parlato di questa cosa qui: è incredibile come la felicità sia un momento. Invece l’incazzatura, la tristezza te la porti dietro molto di più. È sbagliatissimo. Però un po’ è cosi. Adesso mi ricordo le volte che ho perso: avevo il senso di pesantezza dentro, adesso ho questa senso di leggerezza”.





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