Una decisione clamorosa scuote la NBA: i New York Knicks hanno esonerato Tom Thibodeau, l’allenatore che li aveva guidati fino alle finali di Conference per la prima volta dal 2000. Una stagione da 51 vittorie, il miglior rendimento dell’ultimo quarto di secolo, non è bastata per salvargli il posto. A comunicarlo è stato il presidente della franchigia, Leon Rose, con il pieno sostegno del proprietario James Dolan.
I motivi dell’esonero. Secondo quanto riportato dal New York Post, alla base della rottura ci sarebbero dubbi sulla capacità di Thibodeau di portare la squadra al livello successivo. Malgrado quattro qualificazioni ai playoff e altrettante serie vinte in cinque anni, il coach è stato ritenuto non più in linea con il progetto. Decisive anche le tensioni comunicative con alcuni giocatori, un aspetto che ha accompagnato Thibodeau anche nelle sue precedenti esperienze a Chicago e Minnesota.
Il peso dello spogliatoio. Fonti interne raccontano che Dolan avrebbe personalmente ascoltato i principali giocatori della squadra durante un periodo di valutazione post-playoff. Nonostante il forte sostegno pubblico di stelle come Jalen Brunson e Josh Hart, alcuni elementi del roster avrebbero espresso frustrazione per lo stile autoritario e poco collaborativo del coach. Un metodo che ha forgiato un’identità dura e vincente, ma che alla lunga ha logorato i rapporti.
Un taglio netto, senza un piano chiaro. Il licenziamento è arrivato senza un successore designato, esponendo la dirigenza a potenziali critiche se il piano dovesse fallire. I nomi che circolano per la successione sono tanti, da Johnnie Bryant (assistente ai Cavaliers con legami interni ai Knicks) a suggestioni come Jason Kidd, Ime Udoka, Tyronn Lue, fino agli allenatori NCAA Jay Wright e John Calipari. Esclusa, invece, la pista Michael Malone, coach campione NBA con Denver.
Una relazione finita. Thibodeau era l’uomo di Leon Rose, con cui condivideva un rapporto stretto e di lunga data. Ma il dirigente ha deciso di voltare pagina: “Ringraziamo Tom per il lavoro straordinario svolto in questi cinque anni. Ha guidato la squadra con classe e professionalità. Tuttavia, crediamo sia giunto il momento di intraprendere una nuova direzione per il bene della nostra organizzazione”.





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