Un cellulare puntato sul televisore, una diretta su TikTok e la partita di Serie A o Champions League finisce ovunque, gratuitamente. È questa la nuova frontiera del “pezzotto”, la pirateria televisiva 2.0. I protagonisti sono utenti comuni che inquadrano lo schermo di casa e trasmettono in diretta su TikTok, spesso senza fini di lucro ma con una sorprendente costanza e abilità nel bypassare i controlli.
TikTok, dal canto suo, interviene con sospensioni e rimozioni, spesso sollecitato da club e broadcaster. Ma i pirati resistono: usano più profili, oscurano i loghi TV con panni, evitano la pubblicità negli intervalli per non allertare gli algoritmi. E riescono spesso a trasmettere fino a notte inoltrata.
Secondo FAPAV-Ipsos, in Italia ci sono 12 milioni di utenti “occasionali” della pirateria. La Lega Serie A annuncia l’arrivo a maggio di 5mila multe da 50 euro, dirette agli utenti che hanno pagato per abbonamenti illegali: un segnale per rompere l’impunità. Il presidente Ezio Simonelli auspica che gli sanzionati siano convocati dalla Guardia di Finanza per rendersi conto della gravità dell’illecito.





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