Woldetensae: Sono rimasto in USA perché la posta in palio è troppo alta. Sogno la NBA

Il giovane italo-eritreo di Virginia: Il Coronavirus? Cerco di pensare che tutto andrà bene, che non toccherà a me. Per questo il discorso della sanità privata americana non mi spaventa

Tomas Woldetensae, giocatore di Virginia, ha deciso di rimanere negli Usa durante la pandemia di coronavirus.
Il giocatore bolognese-eritreo ha spiegato la sua scelta a Damiano Montanari di Stadio.

“Io non ho paura. Sono rimasto qui perché la posta in palio è troppo alta. Se l’anno prossimo gli Stati Uniti chiudessero le frontiere e non potessi più tornare, perderei tutto. Il Coronavirus? C’è tanta preoccupazione, però non la stessa che avete in Italia. Qui si può ancora uscire di casa senza problemi, non siamo in quarantena. Cerco di pensare che tutto andrà bene, che non toccherà a me. Per questo il discorso della sanità privata americana non mi spaventa. Non dico che non esista un’emergenza globale, è solo che qui a Charlottesville non ci sono tanti casi” ha detto il giocatore. “Il mio sogno è sempre stato quello di approdare in NBA; spero di riuscire a realizzarlo. Quello di incontrare Kobe Bryant, il mio mito, non sarà più possibile: è morto il giorno in cui ho fornito forse la mia migliore prestazione stagionale, contro West Forest”.

Mai in nazionale?
“”Sono stupito e dispiaciuto anche io. Mi auguro che presto si accorgano di me. Non credo che tornerò a giocare in Italia. Il mio Paese mi manca, ma il mio basket è qui”.

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