Trento, Mezzanotte: “Obiettivo prime otto nel girone Eurocup e playoff in Serie A”

Credits Ciamillo-Castoria

Le parole dell’ala della Dolomiti Energia a Radio Basket 108

Durante la trasmissione "Primo Quarto", condotta da Massimo Guerrieri su Radio Basket 108, Andrea Mezzanotte ha risposto ad alcune domande sulla sua carriera e sull’Aquila Basket Trento.


-Che ricordi hai del paesino da cui provieni, Almenno San Bartolomeo, in provincia di Bergamo? Come ti sei trovato nelle giovanili della tua cittadina?

-Ho un ricordo molto positivo, perché all’epoca mio padre era il presidente della società in cui ho iniziato a giocare a pallacanestro e mio fratello maggiore, due anni dopo, ha iniziato ad allenare proprio la mia squadra; abbiamo vinto anche un campionato insieme.


-Sei molto giovane, hai solo 23 anni, ma hai già una grande esperienza ad alti livelli: hai giocato dal 2016 al 2018 a Treviglio e poi fino ad oggi con l’Aquila Basket Trento. In cosa credi di essere migliorato negli anni e cosa credi di dover ancora limare, invece, per diventare un giocatore di un livello ancora più alto?

-Ciò che ho migliorato è stata sicuramente l’agilità e la rapidità nei movimenti, perché, a livello di ritmo, passare dall’A2 alla massima serie, cambia davvero tutto. Dovrò migliorare sicuramente sotto l’aspetto difensivo e dei rimbalzi. La mia caratteristica migliore è il tiro da tre punti e il fatto di poter quasi sempre aprire il campo agli altri giocatori quando attacchiamo.


-Nonostante la tua giovane età, giochi da tanto tempo a livelli alti e sei a Trento ormai da quattro anni. Ti consideri e sei considerato uno dei veterani di questa squadra, o sei un ragazzo talentoso che fa parte di un roster in cui i veterani sono altri?

-Veterano direi di no, ho ancora tanto da imparare. Ci sono giocatori molto più esperti di me, però fa piacere essere qua da tanto: mi sono sempre trovato benissimo con i compagni, la città è perfetta.


-Pensi che sia stata quella contro Pesaro (8 punti e 2 rimbalzi) la tua partita migliore fino ad ora in questa stagione, o credi di aver fatto meglio in altre occasioni?

-Ho fatto bene anche in Supercoppa e contro Milano, partita in cui ho dovuto marcare Melli. In generale non giudico le mie prestazioni dai punti segnati, perché ci sono tanti criteri per dare un giudizio su una prestazione, come l’aspetto difensivo, che per me conta tantissimo. Ovviamente c’è sempre modo di migliorarsi.


-Avete già iniziato a preparare la partita contro Trieste? Cosa credi che serva per battere l’Allianz sul suo campo?

-Devo dire che, grazie alla sosta, stiamo un po’ staccando la testa; alcuni giocatori sono partiti con le rispettive nazionali, molti giocatori americani sono tornati dalle loro famiglie e quindi ci alleniamo in pochi. Da domani, quando questi ultimi torneranno, inizieremo a preparare il match contro la squadra di Coach Ciani. Sarà una partita fondamentale, perché noi siamo a 12 punti, loro a 10 e quindi staccarli di quattro punti sarebbe davvero importante per noi. Per battere Trieste servirà limitare Konate e Banks, i due terminali offensivi principali della loro squadra ed i giocatori più fisici.


-Dove può arrivare questa Trento alla fine dell’anno?

-Non mi piace gufare, ma ti posso dire che siamo una squadra forte, ben assortita, con individui uno diverso dall’altro e questo ci rende unici. Credo che sicuramente faremo i playoff a fine anno, poi, per quanto riguarda il piazzamento tra le prime otto, dipende da quanto riusciremo a reggere fisicamente e mentalmente.


-Vi aspetta una partita europea molto complicata, contro una delle squadre più in forma della competizione, il Lokomotiv Kuban. Qual è l’obbiettivo della Dolomiti Energia in questa Eurocup?

-L’obbiettivo deve essere quello di ambientarsi a questa competizione, dare continuità all’ultima vittoria, contro lo Slask Wroclaw e, naturalmente, chiudere tra le prime otto squadre del girone.


-Alla fine del tuo contratto con Trento, hai idea di provare un’esperienza all’estero e quindi di uscire dalla comfort zone su cui possono contare i giocatori italiani in LBA?

-L’estero è un qualcosa che ogni giocatore professionista deve tenere in considerazione, quindi si è pronti a tutto. La comfort zone per noi italiani in LBA è relativa, nel senso che non sempre è più difficile giocare il nostro campionato essendo stranieri.


-Sei favorevole alla composizione attuale dei roster (5+5 o 6+6), oppure non escluderesti l’introduzione di tesseramenti liberi?

-Credo sia giusta la regola attuale, rappresenta il corretto equilibrio: in questo modo c’è spazio per tutti, soprattutto nelle squadre che giocano campionato e coppa.


-Cosa fai quando non ti alleni o non giochi?

-Non sono un patito di videogiochi e non mi piace stare in casa: appena ho un momento libero vedo la mia ragazza, i miei amici, vado a trovare la mia famiglia a Bergamo e mi diverto con le persone a cui voglio bene.


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