Steward colpito ai genitali a Torino, parla l’aggressore: Scherzavo. Non credo di meritare un Daspo

Steward colpito ai genitali a Torino, parla l’aggressore: Scherzavo. Non credo di meritare un Daspo

Parla Mirko, il 43enne che ha colpito ai genitali uno steward della FIat Torino: E’ un mio amico. Un ragazzino del gruppo. Gli ho fatto la classica "mossa", fingendo ti tirargli una ginocchiata. Ero certo che si sarebbe spostato, non avevo nessuna intenzione di fargli del male

Lo steward colpito nei genitali al termine della sfida di EuroCup tra Fiat Torino e UNICS Kazan dopo aver passato la notte in ospedale è stato dimesso con cinque giorni di prognosi.

Al fischia finale della partita è scoppiata la contestazione ed il 22enne è stato colpito da Mirko, di 43 anni, con una ginocchiata mentre superava i cancelli dell’impianto.

Mirko, ex tifoso del Torino disgustato dal calcio, scrive Il Corriere di Torino, si è subito allontanato ma nega di essere scappato.

Il tifoso della Fiat ha rilasciato una lunga intervista a Il Corriere Torino spiegando la sua versione dei fatti.

“Non avevo alcun motivo di farlo. Sono stato dipinto come un criminale violento ma il mio è stato semplicemente uno scherzo finito male”.

Mirko e lo steward infatti si conoscono da tre anni.

“Èun mio amico. Un ragazzino del gruppo” aggiunge Mirko “Quando l’ho visto con la pettorina addosso  sono rimasto sorpreso, non sapevo nemmeno facesse lo Stewart. Gli ho detto che avrebbe potuto scendere a cantare con noi e poi gli ho fatto la classica “mossa”, fingendo ti tirargli una ginocchiata” che è però andata a segno. “Ero certo che si sarebbe spostato, non avevo nessuna intenzione di fargli del male, ma in ogni caso ho sbagliato ed è tutta colpa mia. Gli ho chiesto scusa, l’ho abbracciato e sono rimasto lì con lui quasi 20 minuti. L’ho anche chiamato il giorno dopo, ma non mi ha risposto”.

La versione di Mirko differisce da quella che circola su internet. Ma lui smentisce tutto: “Tutto falso. Hanno anche detto che ero ubriaco, ma non è vero niente. Io sono un padre di famiglia e il mattino dopo mi sono svegliato alle 5 per andare a lavorare. Ho avuto un Daspo per un’invasione sul parquet in passato, è vero, ma non sono una testa calda. Spero di chiarire tutto nel più breve tempo possibile, ma è stato solo un incidente. Non credo di meritare un Daspo, sono un solo tifoso che ha cuore la sua squadra e la sua città”.

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