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Stats for Dummies: episodio 8 – Box Plus Minus e VORP

Stats for Dummies: episodio 8 – Box Plus Minus e VORP

Nell'ottavo episodio di Stats for Dummies esploriamo le caratteristiche di Box Plus Minus e VORP.

Bentornati su Stats for Dummies: in questo ottavo episodio cercheremo di svelare i segreti del Box Plus Minus e del VORP, due statistiche intriganti, ma particolarmente astratte. Quindi, senza ulteriori indugi, partiamo!

Il Box Plus Minus è una creazione di Daniel Myers, il quale voleva ideare uno strumento dalle caratteristiche simili ai vari PER, Win Share e altre statistiche “all-in-one”, che avesse però la forma del plus minus. In altre parole, il BPM cerca di convogliare tutti i contributi di un giocatore in un unico valore che può assumere valore positivo o negativo a seconda degli apporti stessi. Ovviamente sarà positivo se tali apporti sono buoni, mentre sarà negativo se la prestazione del giocatore non è stata soddisfacente. Ecco perché la definisco intrigante e astratta: da un lato è facile comprenderla dato che più il valore sarà alto, migliore sarà stata la prestazione del giocatore, ma dall’altro i tanti passaggi richiesti tramutano i semplici contributi in un numero ben lontano da una semplice somma. Il Box Plus Minus risulta quindi un ottimo indicatore delle prestazioni dei giocatori, ma bisogna conoscerlo molto bene.

Il VORP è invece una statistica calcolata direttamente dal BPM stesso: il termine è un acronimo che sta per Value over Replacement Player e permette di riportare i valori di BPM su una scala univoca. In altri termini, i vari Box Plus Minus vengono paragonati al Box Plus Minus del giocatore di riferimento (replacement player), settato a -2. In questo modo si otterrà la stima del livello di contributo dei giocatori. Maggiore sarà il valore, migliore sarà il contributo.

Dopo questa breve introduzione, andiamo più nel dettaglio. Il Box Plus Minus ripartisce tramite una serie di formule i contributi di tutti i giocatori su una base di 100 possessi: eseguendo correttamente i calcoli si otterrà sempre zero come media di Lega; il valore di -2, come già detto, sarà il BPM del giocatore di riferimento, ovvero il giocatore con contributi più vicini alla media di lega. Chiaramente è una statistica che premia giocatori che producono molto: ancora una volta quindi, giocatori che lavorano più per i contributi invisibili al box score sono penalizzati. È doveroso quindi ribadire che giocatori con bassi valori di BPM non per forza sono controproducenti all’interno della squadra.

Esistono anche le varianti offensive (Offensive Box Plus Minus, OBPM) e difensive (Defensive Box Plus Minus, DBPM): la prima si calcola anch’essa dal classico box score, ma differisce rispetto al Box Plus Minus per via dei coefficienti correttivi utilizzati. La seconda invece si ricava come differenza tra il BPM e l’OBPM: ciò comporta però un grosso limite. L’idea di ricavarla sottraendo ai contributi globali del giocatore i soli offensivi è più che  giusta, ma il difetto è che il Box Plus Minus contabilizza come unici contributi in fase difensiva i rimbalzi difensivi, le stoppate e le rubate. Capite bene che ciò risulta essere un grosso limite: non vengono in nessun modo conteggiati, come avviene invece nel Defensive Rating, sforzi come i tiri contestati, le palle perse forzate e i falli commessi. Tutti contributi che, come abbiamo già visto, sono in parte stimabili dal Box Score, ma che in questo caso non vengono comunque contabilizzati.
Questo difetto è un evidente limite del DBPM, ma, per le ragioni appena spiegate, lo è anche per il Box Plus Minus globale. Ancora una volta quindi, l’impatto difensivo di un giocatore è ampiamente sottostimato. La statistica più affidabile per analizzare in tal senso i giocatori, in mancanza di strumenti del livello NBA, è dunque il Defensive Rating: PER e BPM risultano limitanti da questo punto di vista.

Detto ciò, quando si vuole capire chi sono i giocatori più concreti in termini di punti, assist e rimbalzi all’interno di una Lega, si può sicuramente far affidamento al Box Plus Minus. Nel momento in cui si vuole invece classificare i giocatori rispetto ai loro BPM è utile ricorrere al VORP: tramite una semplice formula si classificano univocamente tutti i giocatori. È quindi uno strumento supplementare al Box Plus Minus che semplifica la lettura di tale statistica, dato che considera anche i minuti giocati. In questo modo BPM uguali o molto simili assumono VORP diversi in base ai minuti giocati.

In conclusione, queste due statistiche sono sicuramente affascinanti nel loro intento, ma hanno evidenti limiti dal punto di vista dei contributi difensivi. Sono statistiche sicuramente comode nel momento in cui si vuole classificare e valutare i giocatori dal punto di vista degli apporti ricavabili dal box score, considerando diversi fattori che normalmente sono difficili da valutare.

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