Sportando Best of 2010s – Serie A, i momenti più indimenticabili

Sportando Best of 2010s – Serie A, i momenti più indimenticabili

Partite, record, azioni che resteranno indelebili nella memoria: i dieci momenti dell’ultimo decennio di basket italiano.

A partire da oggi e per le prossime due settimane, su Sportando passeremo in rassegna partite, giocatori, record, momenti memorabili dell’ultimo decennio che si sta avviando verso la conclusione. Questa settimana, in particolare, sarà dedicata ai momenti (partite, azioni, record) più indimenticabili degli ultimi dieci anni di basket italiano, tra Serie A e Coppa Italia (mercoledì sarà il turno dell’EuroLeague, venerdì della NBA e domenica del basket per nazionali).

10. Il record da 3 in Serie A della Dinamo Sassari: 23 triple contro Varese (2014-15)

Oggi può sembrare un traguardo tutt’altro che impossibile, ma cinque anni fa l’idea di una squadra in grado di realizzare 23 canestri da tre punti in una singola partita era difficile da concepire: 23 era, d’altronde, il record NBA in singola gara (realizzato dagli Orlando Magic nel 2009 e dai Houston Rockets nel 2013). Il giorno di Santo Stefano del 2014, la Dinamo Sassari di Meo Sacchetti sbancò il parquet di Varese mettendo a segno ben 23 triple (su 59 tentate) in un match terminato dopo due supplementari, e 17 di quei 23 canestri portarono la firma di Edgar Sosa (10) e Jerome Dyson (7). Fu l’alba della squadra poi capace, nei sei mesi successivi, di completare uno storico triplete tricolore.

9. Il losing effort di Frank Gaines: 44 punti in Milano-Cantù (2018-2019)

Un ‘losing effort’ memorabile, fermatosi a solo un punto di distanza dalla migliore prestazione realizzata del decennio (Caleb Green in maglia Sassari nel 2013, con 45 punti contro contro Varese in soli 29’). A rendere più indelebile nella memoria il traguardo dell’oggi giocatore della Virtus Bologna, però, è il teatro e l’occasione in cui è avvenuta la prestazione da 44 punti: il Mediolanum Forum di Assago, durante il derby contro Milano. Mai nessun giocatore brianzolo, infatti, aveva segnato così tanto in un derby tra Cantù e Olimpia.

8. Il doppio record di Luca Vitali: 18 assist per due volte in 42 giorni (2016-2017)

Scrivere un record ed eguagliarlo in poco più di 40 giorni. Quanto fatto da Luca Vitali tra l’11 dicembre 2016 e il 22 gennaio 2017 non ha precedenti nella storia statistica del basket italiano. I 18 assist distribuiti dal nativo di San Giorgio di Piano nelle due larghe vittorie di Brescia contro Cremona e Pesaro, infatti, rappresentano la migliore prestazione di sempre in Serie A, l’unico record individuale riscritto nel corso del decennio. E anche un simbolo del fortissimo legame tra Vitali e la sua Brescia.

7. Dusan Sakota porta Siena a Gara 7 (Playoff 2013)

Un canestro incredibile in una serie playoff piena di colpi di scena, finali in volata e grandissimo spettacolo. Il tiro che Dusan Sakota mette a segno, quando alla ricezione del pallone il cronometro indicava soltanto 62 centesimi restanti in Gara 6, non ha regalato uno storico ritorno in finale scudetto dopo 14 anni a Varese, ma ha forzato Gara 7 in una serie dove l’allora squadra di Vitucci si era ritrovata sotto 3-1.

6. La remuntada di Varese: dall’ultimo posto ai playoff (2017-2018)

14 gennaio 2018. Con la sconfitta casalinga contro la Fiat Torino e la contemporanea vittoria di Pesaro su Sassari, la Openjobmetis Varese chiude il girone d’andata all’ultimo posto (insieme a Brindisi, Pistoia e la stessa Pesaro) con appena 4 vittorie -tutte in casa- in 15 giornate.
12 maggio 2018. Varese è in campo, contro Brescia, per Gara 1 dei quarti di finale playoff, dilapidando una partita spesso in vantaggio con soltanto 21 punti segnati nel secondo tempo. Ma il 3-0 subito dalla Germani non può fare dimenticare la rimonta incredibile della banda di Caja, guidata dalla rivelazione Aleksa Avramovic.

5. L’upset di Trento su Milano (Playoff 2017)

Le prime avvisaglie su come l’Aquila Trento potesse essere indigesta all’Olimpia Milano si erano avute nella stagione precedente, con la squadra di Buscaglia che da debuttante in Europa si tolse la soddisfazione di eliminare proprio i biancorossi ai quarti di finale di EuroCup. Milano poi impose, ai quarti di finale Playoff (sulla strada per lo scudetto numero 27) un 3-0 meno netto di quanto non potesse dire il risultato finale, pertanto la semifinale dell’anno successivo aveva un po’ il sapore della ‘resa dei conti’, con l’Olimpia vicina a centrare il primo triplete tricolore della sua storia. La serie, però, fu un assolo quasi totale dell’Aquila, vittoriosa tre volte su tre ad Assago per centrare la prima finale scudetto della sua storia. Milano si prenderà la rivincita l’anno dopo, ma le quattro vittorie del 2017 rappresentano forse il picco più alto dell’era Buscaglia.

4. Michael Bramos, l’uomo scudetto della Reyer (Finale 2017, Gara 5 e Finale 2019, Gara 7)

Giunto in Italia dopo una stagione di inattività a causa di un infortunio subito in Summer League NBA, Michael Bramos è indubbiamente uno dei volti del decennio del basket italiano. A lui, infatti, sono legati i due storici scudetti vinti dalla Reyer Venezia, di cui oggi è capitano. Ma se della Gara 7 contro Sassari, degno corollario di una delle serie più belle della storia recente del basket italiano, si ricordano le triple che furono in grado di piegare la resistenza della squadra sarda, per simboleggiare l’impatto di Bramos nel decennio della Serie A basta un tiro, un canestro.

3. Le prime volte di Torino e Cremona (Coppa Italia 2018 e 2019)

I primi otto anni delle Final Eight di Coppa Italia hanno riservato sì spettacolo ma indubbiamente poche sorprese, con solo tre squadre capaci di affermarsi vittoriose (Siena, Sassari e Milano). Le ultime due edizioni del decennio, giocate entrambe al Mandela Forum di Firenze, sono state invece il trionfo delle prime volte. Quattro finaliste, tutte diverse e inedite, due vincitrici che non potrebbero avere storie più diverse. Se il trionfo di Torino nel 2018 è stato il picco più alto di una storia poi conclusasi tristemente, quello di Cremona lo scorso febbraio dà più la sensazione di ‘costruzione’ e consolidamento, per una vittoria arrivata dopo tre vittorie nette in un weekend colmo di partite decise in volata.

2. La maratona tra Sassari e Reggio Emilia (Finale 2015, Gara 6)

Più della decisiva Gara 7 e della rimonta da -17 di Sassari, per rappresentare una delle finali più incredibili e indimenticabili dell’era moderna della nostra pallacanestro va scelta Gara 6. La finale più lunga di sempre, con tre supplementari e Reggio Emilia che per due volte ha in mano il possesso del primo, storico, tricolore. Con la sfuriata di Dyson, che prima pareggia la sfida nel primo supplementare con una schiacciata incredibile e poi la decide al terzo overtime con otto punti consecutivi. Uno spettacolo che convinse la Rai a trasmettere l’atto decisivo su Rai 3, sulla falsariga di quanto accadde l’anno prima.

1. Curtis Jerrells e l’atto finale tra Milano e Siena (Finale 2014, Gara 6 e 7)

Già, l’anno prima. La finale che, di fatto, ha segnato uno spartiacque della storia del basket italiano. Esiste un prima e un dopo Milano-Siena del 2014, esiste un prima e un dopo ‘The Shot’ di Curtis Jerrells, in quella che di fatto è l’ultima partita di Serie A ad oggi giocata al PalaEstra. Ma esiste anche un prima e un dopo Gara 7, in cui Siena si issa con coraggio e orgoglio sul +xx prima di subire la rimonta firmata dai tanti protagonisti di quella Olimpia che sfiorò le Final Four di EuroLeague due mesi prima. La chiusura di un’era e l’apertura di una nuova: nel 2014, questo fu racchiuso in sette incredibili partite.

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