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Situazioni in post-up

Situazioni in post-up

Le situazioni in post non generano solamente attacchi 1 vs 1 dei lunghi. Scopriamo come vengono sfruttati.

Bentornati su Corner Stats! Sì, dopo un mese ho battezzato i miei articoli con questo nome. Come già anticipato nello scorso articolo, per questo mese esploreremo alcune situazioni di gioco grazie ai potenti mezzi messi a disposizione dalla NBA. Nel post odierno si parlerà del caro e vecchio post.

I post sono quelle situazioni in cui un giocatore si posiziona spalle a canestro per utilizzare il suo corpo come scudo nei confronti del proprio difensore così da ricevere la palla con relativa facilità. In questo modo genera un vantaggio per il proprio attacco da sfruttare in diversi modi come attacchi uno contro uno o giochi dentro-fuori. Un tempo il post era utilizzato moltissimo, complice il fatto che i lunghi in campo erano più statici di oggi e avevano meno range di tiro (ai giorni nostri uno dei due lunghi è solitamente uno stretch four).
Nella pallacanestro odierna tale situazione è meno sfruttata, ma rimane un arma importante per determinate squadra, sia per utilizzare gli 1 vs 1 dei loro giocatori con buone attitudine all’attacco in post, sia per generare movimenti e schemi di gioco. D’altronde abbiamo scoperto settimana scorsa che una generica situazione è positiva o negativa a seconda del roster a disposizione.

Osserviamo dunque il seguente grafico che mostra la distribuzione delle trenta squadre NBA in base ai possessi totali in post e ai punti realizzati in tale situazione:

Scopriamo che i San Antonio, i 76ers, i Knicks e Minnesota sono le quattro squadre che hanno ricavato di più dal post basso grazie ai propri giocatori: chiaramente con gente come Aldridge, Embiid o Towns è più che giusto esplorare tale situazione. Dall’altra parte troviamo i Rockets (di cui sappiamo cosa sfruttino di più in assoluto), i Jazz e gli Hawks. Gli Spurs hanno sfruttato più di tutti i post, ben 200 possessi in più della seconda, ovvero Philadelphia. Questo però in termini assoluti, ma in termini relativi come si è comportata la squadra texana?

Si è comportata molto bene, vista la quantità di punti a possesso mediata nel corso della stagione, ma Minnesota, a fronte di un numero di possessi in post minore, ha segnato di più. Ritroviamo anche i 76ers in una posizione abbastanza elevata, a conferma che i post per queste tre squadre, risultano un’arma importante e che sanno sfruttare bene. Rispetto al grafico relativo agli isolamenti però si nota che squadre che lo sfruttano di meno riescono comunque a ricavare discreti valori di punti per possesso. In effetti rispetto agli isolamenti, il post è una situazione in cui se si ha un vantaggio in termini di chili o centimetri lo si tende a sfruttare: se quindi nella singola partita si  verificano mismatch favorevoli si tende a ricercare il post. Questo porta ad avere valori di punti per possesso più alti anche per squadre che lo sfruttano poco. Atlanta è in effetti una squadra unica, attaccando poco e male dal post.

Quando poi un giocatore riceve palla in post non deve necessariamente attaccare: da quella situazione si possono generare anche assist o proseguire schemi di gioco. Grazie ai tracker utilizzati dalla NBA possiamo infatti scoprire come le trenta squadre concludono le loro situazioni in post: tirando o andando in lunetta (%FGA+0,44xFTA), passando la palla (%PASS), facendo un assist (%AST), perdendo palla (%TO) o facendo fallo (solitamente sfondamento o hooking, %PF).

Fatta 100 la quantità complessiva di post giocati, i diversi colori individuano le percentuali con cui i post si sono conclusi. Questo è il grafico che comprende tutte le squadre: ne ho selezionate alcune su cui focalizzarci, in base a differenti ragioni.

Ho preso in considerazione Spurs, Minnie e i 76ers dato che sono le tre che più sfruttano i post; inoltre ho aggiunto alla lista Cavs, Warriors e Heat in quanto sono le tre maggiori nella somma tra passaggi e assist. Difatti se le prime tre squadre vantano giocatori forti nel gioco in post, le altre tre hanno giocatori più di lettura delle situazioni come Lebron o Green, che sfruttano la loro posizione in post per effettuare passaggi smarcanti per i loro compagni. In Cavs comunque sono borderline, dato che hanno percentuali praticamente identiche a Phila, mentre GS e Miami vanno a canestro meno delle 40% delle volte, a favore di un 40+14% e 39+10% in termini di passaggio + assist: tali valori certificano la loro volontà di sfruttamento del post più come boa per i loro giochi, che per cercare l’1vs1 del proprio lungo.
Il gioco in post è quindi una situazione da cui si possono ottenere diversi vantaggi e che, personalmente, adoro.

Prima di concludere quindi, uno sguardo ai giocatori per completare l’analisi:

Ho preso in considerazione solo giocatori con almeno 40 partite giocate e 40 post giocati. Come si nota gli Spurs devono gran parte del loro primato nella classifica di post up grazie a LaMarcus Aldridge.

LaMarcus Aldridge

LaMarcus Aldridge

Ruolo: Power Forward
Altezza: 2.08
Nato il: 19/07/1985

Età: 33
Nazionalità: United States

Solo lui ha giocato più di 1000 post-up! Un giocatore unico ormai. Conclude più della metà delle volte con una conclusione a canestro o con un giro in lunetta. Non disdegna però il passaggio visto che il 30% delle volte passa il pallone, ma sono più passaggi fatti dopo non aver ottenuto vantaggio, che passaggi alla ricerca di tiri aperti per i compagni. Questo lo si intuisce dal bassissimo valore di %Ast, che certifica come sia rarissimo che Aldridge faccia un assist mentre è in post. Ci sono poi giocatori come Lebron, Durant o Simmons che distribuiscono più equamente i loro possessi in post. Green è invece il motivo dietro alle distribuzioni dei possessi di Golden State: Draymond non guarda quasi mai il canestro, ma cerca piuttosto il proprio compagno libero che si tramuta in un 20% di assist smazzati dal post, il valore più alto tra i giocatori selezionati.
Per Phila, quando va in post Joel sarà quasi sicuro un tiro a canestro. Per Minnesota non è solo Towns che sfrutta il suo tonnellaggio, ma anche Wiggins va spesso in post, tramutandolo il più delle volte in una conclusione a canestro. Per Miami, infine, i suoi centri si alternano: Whiteside cerca di più il tiro, Adebayo più i compagni liberi.

Il post è dunque una situazione di gioco molto interessante perché permette di sviluppare il gioco offensivo in più modi, sfruttando al meglio le caratteristiche dei giocatori a roster.

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