Sacchetti: “Non voglio vedere facce scontente”

Sacchetti: “Non voglio vedere facce scontente”

Il ct azzurro a ruota libera in un’intervista con il Corriere dello Sport.

Nel corso di una lunga intervista con il Corriere dello Sport, il ct azzurro Meo Sacchetti ha parlato a lungo di Nazionale.

Sulla situazione infortuni

“Speravamo di avere Melli. Ma lui si è sottoposto a una pulizia del ginocchio che non gli ha permesso di recuperare in tempo. Datome ha avuto una operazione simile, però meno invasiva: Gigi sta seguendo un percorso di recupero, nel frattempo si è reso subito disponibile. Gli ho detto: “Non so come fai”. E’sempre lì, a fare scatti, corse, esercizi. Deve tenere duro ancora un po’. Datome comunque è un ragazzo mentalmente forte. Poi è venuto fuori il problema di Gallinari. Il problema è che io Gallo e Belinelli non li ho mai allenati. Però siamo fiduciosi nei recuperi, saranno il nostro regalo”.

Sull’impostazione degli azzurri

“Questa squadra deve capire che le responsabilità primarie, perché non siamo tutti uguali, in questo momento sono nelle mani di alcuni giocatori. Quando Danilo e Gigi rientreranno, dovremo far capire al gruppo che le nostre prime armi, per capacità ed esperienza, torneranno ad essere loro due. Per arrivare ai Mondiali è necessario dare qualcosa di più, nel senso che ci si deve privare di qualcosa per darlo alla squadra. Anche chi va in campo un minuto può diventare importante”.

Su Alessandro Gentile

“Ale ha fatto dei passi avanti perché ora è in una grande condizione fisica. Può sicuramente aiutare la squadra, se non si incanala nel suo modo di voler essere sempre protagonista. Perché poi arriveranno altri giocatori importanti: se riuscirà a creare per loro, visto che Alessandro in uno contro uno è difficilmente marcabile, bene”.

Sulle aspettative per il Mondiale

“Andare tutti nella stessa direzione. Sia nei nostri top player che negli altri, ci deve essere un entusiasmo totale. Ci sarà chi farà 20 tiri a partita e chi solo 2: se riusciremo a legare questi due tipi di giocatori, non so davvero dove arriveremo. Però con questo entusiasmo magari otterremo qualcosa di importante. Soprattutto, non voglio vedere facce di m***a. Non voglio situazioni tipo “non mi hai passato la palla”, oppure “mi hai cambiato”. Non voglio che un giocatore arrivi in panchina con una faccia così: non ce lo possiamo permettere”.

Fonte: Corriere dello Sport.

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