Riccardo Sbezzi: Giordano Bortolani è super. Ecco le sue qualità

Riccardo Sbezzi: Giordano Bortolani è super. Ecco le sue qualità

In A2, il nome più caldo è Giordano Bortolani. Ne parliamo con il suo agente Riccardo Sbezzi

In A2, il nome più caldo è Giordano Bortolani. Il classe 2000 sta vivendo una stagione eccellente a Biella, con 17.1 punti di media, 3.9 rimbalzi, il 34% da 3, il 55% da 2 e il 95% ai liberi. Una crescita costante per il prodotto del settore giovanile di Olimpia Milano, passata per le esperienze con Bernareggio e Legnano, e blasonata con il riconoscimento di miglior Under 21 Adidas del mese di ottobre in A2.

Riccardo Sbezzi è agente e talent scout di Bortolani: «La prima volta che lo vidi pensai subito: questo ragazzo è super».

Una storia particolare quella che lega Riccardo Sbezzi a Giordano: «Me ne parlò Nando Gentile alcuni anni fa, quando era responsabile del settore giovanile di Olimpia Milano in cui Bortolani brillava. Io non potevo che fidarmi del suo straordinario occhio».

Qualche gara, l’impressione eccellente, e una certa scoperta: «Suo padre era stato un mio ex giocatore quando ero GM nella Desio di Pieraldo Celada, con Sergio Scariolo come coach. Fui io a orchestrare il suo passaggio a Capo d’Orlando, e lui è nato a Sant’Agata di Militello per questo».

Da lì, un rapporto forte: «Mi sono subito innamorato di Giordano. Impazzivo perchè in Under18 con Milano non giocava, e anche in Nazionale non è stato convocato fino a 17 anni. Ma lo sapevo, questo è un animale, uno con dei numeri pazzeschi».

Che si leggono nelle statistiche e non solo: «E’ un ragazzo di 195 centimetri con un fisico incredibile e gambe da americano. Come ruolo è una play/guardia, in 5’ può diventare immarcabile, ribaltando la partita come un guanto».

Insomma, c’è tutto per fare bene: «In questo basket il fisico conta, e lui lo ha, a differenza di tanti altri prodotti dei nostri settori giovanili. Ha garretti d’acciaio, tira da dieci metri… Certamente, ha tanto su cui lavorare: a volte ha momenti di fuoco, in altri meno. Vive per il basket, crescerà anche in questo».

Da qui, la sua storia recente: «E’ stato decisivo nella salvezza di Legnano in gara-4. Poi quest’estate lui voleva Pistoia in Serie A, io spingevo per Biella. Doveva vivere un anno “da americano” in seconda serie, era importante. Quando i piemontesi hanno scelto Galbiati per la panchina, il coach che ha creduto in lui a Milano, non ha più avuto dubbi neanche Giordano».

E il futuro? «Proseguire così a Biella, poi valuteremo con Olimpia Milano (con cui è sotto contratto, nda) quale sarà il percorso migliore per lui».

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