Riccardo Moraschini: Non vedo l’ora di giocare di nuovo con l’Italia. Brindisi? Puntiamo ai playoff

Riccardo Moraschini: Non vedo l’ora di giocare di nuovo con l’Italia. Brindisi? Puntiamo ai playoff

Le parole di Moraschini che contro la Lituania tornerà a giocare con l'Italia a distanza di cinque anni, grazie anche alla super stagione che sta disputando con Brindisi: Il mio obiettivo è sempre stato quello di tornare a giocare in nazionale

Riccardo Moraschini, dopo 5 anni è pronto a tornare a vestire la maglia dell’Italbasket. L’esterno della Happy Casa Brindisi, autore di un campionato ben al di sopra delle aspettative fino ad ora (10.7 punti di media in 19 incontri conditi da 3.2 rimbalzi, 2.5 assist e 1.4 rubate a gara) ha parlato del suo secondo debutto con l’Italia, in programma contro la Lituania nella giornata di lunedì nell’ultima gara di qualificazione al Mondiale, della sua stagione con Brindisi, della delusione della Coppa Italia, di coach Frank Vitucci e del suo futuro.

Moraschini aveva fatto parte del gruppo azzurro che si qualificò ad Eurobaket 2015 disputando due gare di qualificazione contro la Svizzera.

Ritorno in nazionale dopo tanti anni (ultima presenza alle qualificazioni ad Eurobasket 2015 nell’estate del 2014).

Sono sicuramente passati in po’ di anni. Non vedo l’ora. Sarà un mix di ricordi e emozioni indossare questa maglia. Sono molto contento e soddisfatto. Non vedo l’ora di scendere in campo.
Il mio obiettivo è sempre stato quello di tornare a giocare in nazionale. Ho già assaggiato un po’ cosa significhi far parte di questo gruppo, indossare questa maglia, far parte di certe situazioni, partite e ambienti. Nel mio down ho sempre cercato di lavorare per puntare a tornare qui. Sapevo che lavorando, trovando la situazione giusta come quella di quest’anno, sarei riuscito a tornare dove speravo e sognavo. Ci ho sempre creduto ed ho sempre continuato a fare il mio.

Delusione della Coppa Italia persa in finale contro Cremona.

Perdere una finale non è mai bello. Abbiamo fatto una grande Coppa Italia superando le aspettative di tutti. Quando perdi una finale un po’ ti rimane. Purtroppo o per fortuna ho già dimenticato Firenze. Dopo una bellissima emozione (la finale raggiunta) e dopo una bruttissima emozione (la sconfitta) bisogna guardare avanti e continuare a fare quello che si sta facendo. Brindisi sta facendo bene.

Esplosione quest’anno anche dovuta al cambio di ruolo.

Il ruolo è legato alla fiducia che mi è stata data. Ho giocato da play in passato ma non ho mai avuto l’occasione reale di poter stare in campo con questa continuità e questa fiducia. Far parte di una squadra con un ruolo ben preciso mi ha aiutato tanto. La nostra squadra è una sorpresa sicuramente ma la nostra forza sono le gerarchie che si sono create e che sia il coach, che chi ha creato questa squadra, hanno creato, con dei ruoli precisi.

L’importanza di coach Vitucci.

La chiamata estiva di Frank mi ha fatto decidere subito di andare a Brindisi. Mi dava un ruolo dalla panchina con tanti minuti, con un ruolo ben preciso e responsabilità precisa. Mi ha fatto vice capitano e mi ha dato subito fiducia. Non è così facile da vedere per i ragazzi italiani in questo campionato. Tanti giochicchiano, 5 o 10 minuti ma non hanno un ruolo e vengono messi in campo tanto per. La mia fortuna e bravura è stata lo sfruttare questo ruolo al meglio, crearmi uno “status” all’interno della squadra ed essere bravo ad aver colto tutte le occasioni che mi sono state date.

Obiettivo per Brindisi.

L’obiettivo reale sono i playoff. Abbiamo un bel margine sulla nona, non guardiamo troppo in alto ma noi cerchiamo di raggiungere i playoff che sono il reale obiettivo di questa squadra. Possiamo raggiungerli.

Futuro.

Il discorso del prossimo anno è un po’ particolare. Ho un solo anno con Brindisi dove mi trovo molto bene. Con la società non ho parlato di rinnovo perché io in primis ho detto al club ed al mio procuratore che voglio concentrarmi su questo finale di campionato. Fare bene fino adesso e non continuare a giocare come sto facendo gli ultimi mesi, mi dispiacerebbe. Non voglio farlo. Voglio essere concentrato su quello che sto facendo ora. Poi c’è tutta un’estate per parlare, per capire. Chiaramente ci sono varie situazione di scelta da leggere. Dipenderà dalla proposta tecnica, di ruolo in squadra, di ambizioni societarie, a livello di tante cose.

Importanza di giocare le Coppe.

Aiuterebbe. A 28 anni devo guardare anche ai soldi. E’ normale che sia così. Non ne ho 20 di anni, non ho tutta una carriera davanti e devo guardarci. Ma il piano tecnico e di squadra che riuscirò a trovare sarà importante. Vorrei fare uno step più alto ossia giocare le Coppe. Ma voglio continuare a giocare come sto facendo perché poi magari in estate arriverà il bello. Dove potrò avere veramente tante opzioni, anche molto valide, per me e la mia carriera.

Opzione estero.

Assolutamente la valuterei. L’estero è una suggestione di tanti noi italiani. Non ce ne sono tanti che vanno fuori e riescono a giocare con continuità e minuti. Sicuramente sarebbe una scelta interessante e suggestiva. Per andare all’estero bisogna avere un mercato particolare. Io le coppe non le ho mai fatte, se non con Roma, ma non le ho mai giocate realmente. Valuterò tutte le proposte, a cominciare da Brindisi sino all’ultima offerta che riceverò. In questi anni non ho mai avuto veramente un mercato. E per me averlo significherebbe che ho fatto bene e voglio continuare a farlo perché è il nostro lavoro.

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