Reyer, parla De Bona: Lo sport ci insegna che con tenacia e forza si può ripartire

Reyer, parla De Bona: Lo sport ci insegna che con tenacia e forza si può ripartire

Oggi abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con Giovanni De Bona di De Bona Motors, top sponsor orogranata, con cui abbiamo discusso di diverse tematiche importanti.

Oggi abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con Giovanni De Bona di De Bona Motors, top sponsor orogranata, con cui abbiamo discusso di diverse tematiche importanti.
Di seguito l’intervista realizzata insieme.

1) Caro Giovanni, è un momento particolare per tutto il mondo, un’emergenza epocale. Come state vivendo questi giorni e come state preparando la ripresa?

Personalmente sto vivendo questo momento a casa con mia moglie e i miei figli, con tutte le gioie e le forzature del caso, rispettando le regole ministeriali.
Dai primi di marzo, da quando sono state introdotte le misure restrittive che hanno imposto lo stop della nostra attività commerciale, siamo rimasti operativi con le attività digitali con cui interagiamo con i clienti e quindi con un call center in “smart working” a cui i nostri clienti possono chiedere informazioni e grazie a cui abbiamo potuto vendere qualche auto.
Inoltre, sono attive le nostre unità che forniscono riparazioni ai veicoli delle forze dell’ordine e della Protezione Civile. Da qualche giorno abbiamo riaperto le officine del Gruppo in sei delle province in cui operiamo (Belluno, Treviso, Venezia, Padova, Vicenza e Trieste), per dare assistenza e supporto a chiunque non si sia fermato in questa fase. Questo ci aiuta anche a tenere in moto l’azienda.

Guardando alla ripartenza, ci aspettiamo un ritorno graduale ai consueti ritmi lavorativi. Noi siamo abituati ad essere positivi e a guardare il bicchiere mezzo pieno: questo periodo in cui le attività sono ridotte, ci ha permesso di riflettere su diversi aspetti del nostro lavoro e con i nostri collaboratori abbiamo trovato diversi spunti di miglioramento, alcuni sono già in fase di applicazione.

2) Voi siete parte della famiglia Reyer da diversi anni, lo sport, il basket e in particolare la nostra squadra ci insegnano che non bisogna mai mollare, soprattutto nelle difficoltà. Cosa significa per voi essere parte del Progetto orogranata?

Noi abbiamo aperto l’attività a Venezia a fine 2012 e sin da subito siamo entrati in contatto con il mondo Reyer che ci ha colpito, in particolare per lo spirito che lo caratterizza. Reyer è ben più di una squadra di basket e negli anni abbiamo vissuto insieme la crescita sportiva, ma anche sociale e culturale. Noi condividiamo questa visione, ma anche l’organizzazione aziendale della società che ha un approccio manageriale strutturato ed efficace.
La partnership con Reyer ci ha aiutato ad entrare nel tessuto della Città e a conoscerla meglio.
Devo inoltre aggiungere che di anno in anno abbiamo sempre rinnovato la collaborazione con reciproca naturalezza e soddisfazione.

3) Siamo reduci dalla vittoria della Coppa Italia, il quarto trofeo conquistato insieme, qual è il vostro ricordo più bello legato a questi anni?

Il primo scudetto è stato una grande gioia e per noi è una grande soddisfazione esserci stati fin dal primo titolo. Forse anche perché, rispetto alle aspettative, è arrivato presto, e le belle sorprese rimangono scolpite nella memoria.

4) Che messaggio volete mandare a tutti i sostenitori orogranata in questo momento?

In questo momento viene più facile porsi delle domande che dare risposte. Questa situazione affievolisce le nostre certezze e quel poco che sappiamo di sapere. Non bisogna mollare, per quanto duro sia questo periodo, ci sarà una fine e una ripartenza. Lo sport ci insegna fin da bambini che non sempre si vince, che ogni tanto l’avversario è più forte di noi, ma che, per quanto dura sia, la tenacia, l’applicazione ed il coraggio ci faranno tornare in campo più forti di prima. E nella storia di noi veneti, nel modo in cui i nostri nonni hanno affrontato i periodi difficili come questo potremo trovare coraggio e ispirazione.
Questo momento è come un allenamento extra, ma se ci guardiamo dentro e conserviamo l’energia quando torneremo in partita saremo più forti di prima.

Fonte: Ufficio Stampa Reyer Venezia.

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