Reyer, Fabio Sacco (Alilaguna): “Progetto Reyer formativo per i giovani del territorio”

Reyer, Fabio Sacco (Alilaguna): “Progetto Reyer formativo per i giovani del territorio”

Reyer Venezia intervista Fabio Sacco di Alilaguna

Fabio Sacco è prima di tutto un amico, grandissimo tifoso Reyer e Presidente di Alilaguna, special partner orogranata.
La prima operazione svolta insieme tra Umana Reyer e Alilaguna risale alle finali nazionali categoria Under 19 maschile che si sono svolte a Venezia nel giugno del 2008.
Venezia ha ospitato nel cuore del suo centro storico oltre 500 persone tra atleti, staff tecnici e accompagnatori e la prima collaborazione con Alilaguna è iniziata proprio in quell’occasione. C’era infatti l’esigenza di trasportare i giovani atleti nei diversi tragitti per il Palasport Gianquinto all’Arsenale e l’impianto di San Pietro in Volta.
Reyer ha realizzato la seguente intervista con Fabio Sacco.

1) Caro Fabio, ci racconti come state vivendo questo momento durissimo?

Alilaguna, come tutte le altre realtà turistiche, è tra le più colpite dall’emergenza: il nostro traffico si è azzerato da un giorno all’altro. Proprio perché siamo legati al territorio e alla città che ci ha dato molto vogliamo essere riconoscenti continuando ad operare sulla tratta Aeroporto – Murano – Fondamente Nove – Ospedale – Lido, proprio per garantire la mobilità, seppure a frequenza ridotta.
Siamo ibernati, abbiamo abbassato i battiti cardiaci e cerchiamo resistere perché secondo me la ripresa sarà lunga.
Questa emergenza avrà una ricaduta finanziaria su tutti, famiglie ed aziende, significa che prima di rimettere in moto il meccanismo ci vorrà tanto tempo. Siamo sempre ottimisti, perché anche le cose brutte passano, ma ci sarà molto da lavorare.

2) Voi siete parte della famiglia Reyer, lo sport, il basket e in particolare la nostra squadra ci insegnano che non bisogna mai mollare, soprattutto nelle difficoltà. Cosa significa per voi essere parte del Progetto orogranata?

Sicuramente lo sport insegna a non sedersi mai sugli allori e a stare sempre pronti e reattivi, perché l’inconveniente è dietro l’angolo. La cosa che ho più apprezzato del Progetto Reyer è che è rivolto ai giovani ed è aperto a tutti. Chi fa sport ha una vita più regolare e tranquilla e credo che una delle valenze più importanti sia quella della prevenzione e del benessere fisico e mentale sin da quando si è giovani. Il progetto Reyer è formativo per tutto il territorio e siamo contenti di aver iniziato la collaborazione con le finali nazionali giovanili.

3) Siamo reduci dalla vittoria della Coppa Italia, il quarto trofeo conquistato insieme, qual è il vostro ricordo più bello legato a questi anni?

Sono tutti momenti indimenticabili. Sceglierei lo scudetto vinto a Trento perché è stato il primo dopo 74 anni. Non avevo mai visto una vittoria della Reyer ed è stato bello vincerlo fuori casa, eravamo in pochi veneziani e loro erano indemoniati. Ha ancora un gusto particolare quella vittoria. Tutte le vittorie però sono memorabili e saranno rivalutate ancora di più nel tempo.
Tornando da Trento ho detto a mia figlia Rachele che è stata fortunata ad aver partecipato a uno scudetto della Reyer e che non era sicuro che avremmo potuto vederne altri. Beh, dopo aver battuto Sassari mi ha ricordato questa mia frase, dunque siamo più che fortunati.

4) Che messaggio volete mandare a tutti i sostenitori orogranata in questo momento?

Ci ritroveremo presto. Avanziamo tutti un festeggiamento, quello della Coppa Italia. Il mio è un messaggio di festa, spero che coincida con la fine di questo periodo. Nello sport si vince e si perde, meglio vincere, ma comunque ci insegna a guardare sempre avanti.

Fonte: Ufficio Stampa Reyer Venezia.

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