Reyer, Campello (Campello Motors): “Per superare la crisi servono sacrificio e più fatti concreti”

Reyer, Campello (Campello Motors): “Per superare la crisi servono sacrificio e più fatti concreti”

Andrea Campello è il fondatore di Campello Motors, special partner Reyer

Andrea Campello è il fondatore di Campello Motors, special partner Reyer, ma soprattutto è un amico e un gran sostenitore orogranata. Reyer Venezia ha avuto il piacere di contattarlo e realizzare insieme la seguente intervista.

1) Caro Andrea, l’Italia è nella fase 2 dell’emergenza. Ci racconti come la vostra realtà sta affrontando questo momento?

Poco prima del lockdown avevamo già lavorato sulla messa in sicurezza dei nostri dipendenti e della nostra clientela. Non potevamo operare poiché non rientravamo nei codici Ateco della fase 1 e tramite lo smart working abbiamo lavorato solo con il reparto amministrativo, che è però solo il 4% del totale.
Ora stiamo partendo lentamente buttando giù le basi per la lunga ripartenza, purtroppo non riusciamo ad impiegare le duecento persone che abbiamo nel gruppo e anche se il problema della liquidità ora ci tocca relativamente prima o poi si ripercuoterà anche su di noi. Il mercato deve ripartire per tutti perché altrimenti privati ed aziende diventeranno presto inadempienti.
In Italia abbiamo il parco circolante più vecchio e inquinante d’Europa e per spingere la ripartenza sono necessarie detrazioni e agevolazioni per chi lavora con l’innovazione contribuendo a diminuire l’inquinamento. Queste operazioni darebbero una spinta ai 150.000 addetti che lavorano nelle concessionarie ufficiali e, complessivamente, ai circa 500.000 dell’intero comparto automotive che dopo l’edilizia è quello che garantisce più occupazione.
Le aziende sane sono pronte a trainare anche quelle meno sane, ma servono flussi di cassa per far ripartire l’economia. Un’iniezione di liquidità per le aziende e le partite Iva rimetterebbe in moto il Paese.

2) Lo sport si è fermato, ma la Reyer vuole essere presente anche in questo momento di difficoltà, cosa significa fa parte della grande famiglia orogranata?

Il nostro rapporto con Reyer è iniziato ancora prima dell’avvento di Umana, con la squadra femminile. Devo fare un plauso al dott. Brugnaro non solo per ciò che ha costruito a livello sportivo, ma anche per come ora sta gestendo l’emergenza, mettendoci la faccia e tante ore di lavoro.
Prima come imprenditore e poi come Sindaco ha dimostrato che il buonsenso e la credibilità portano al successo. Lavoro, sport e politica hanno denominatori comuni che portano al successo come la chiarezza di obiettivi, la conoscenza e attorniarsi di persone che ti aiutino ad essere vincente.

3) In attesa che tornino le emozioni sul parquet, ci racconti qual è il tuo ricordo sportivo più bello legato a Reyer?

Il primo scudetto è stato un evento fantastico, frutto di tanto lavoro e di speranza che giaceva nel cuore di tutti. E’ stato motivo di orgoglio per tutti.
Il secondo titolo però è ancora più bello perché ha dato conferma delle fondamenta solide della società e che non c’è casualità nelle vittorie.

4) Che messaggio vorresti mandare a tutti coloro che hanno la Reyer nel cuore?

Quando il momento è duro bisogna per forza fare squadra all’interno del nostro territorio. Bisogna dare da lavorare a Venezia, Veneto e Italia perché il motore deve ripartire e dato che non stiamo avendo aiuti da nessuno dobbiamo essere solidali e aiutare chi ci sta vicino. Siamo usciti dal dopoguerra così e dobbiamo basarci solo su ciò che sappiamo e possiamo fare.
Servono sacrificio, meno polemiche e più fatti concreti. Credo che supereremo questa pandemia e questo disastro economico anche se gli effetti economici più gravi penso li vedremo più avanti.

Fonte: Ufficio Stampa Reyer Venezia.

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