Quale carriera è la migliore? Shaquille O’Neal vs. Hakeem Olajuwon

Quale carriera è la migliore? Shaquille O’Neal vs. Hakeem Olajuwon

Chi è stato il migliore tra Shaq e Olajuwon?

NUMERI A CONFRONTO: PRIME

O’Neal è stato un mostro dal momento in cui è entrato nella NBA come scelta numero 1

degli Orlando Magic nel 1992 fino alla fine del suo mandato con i Miami Heat, quando una combinazione di età, infortuni e condizioni fisiche hanno colpito il colosso di 2 metri e 16 per quasi 150 chili. Nelle sue prime 14 stagioni, O’Neal ha segnato in media 26.3 punti (con una true shooting percentage di 58.4), 11.8 rimbalzi, 3.2 tra stoppate e rubate e 2.8 assist per 37 minuti a partita. Ha giocato nell’All Star Game ogni anno, tranne nel lockout del 1999.

In quel periodo, le squadre di O’Neal hanno raggiunto i playoff ogni anno tranne nella sua stagione da rookie, quando Orlando finì la stagione con un record di 41-41 e persero il posto ai playoff dopo il quinto spareggio. O’Neal perse al primo round solo una volta nel suo prime. Raggiunse le finali di conference nove volte, arrivando alle finals in sei di quelle occasioni e vincendo quattro titoli.

A partire dal suo anno da sophomore con i Magic, O’Neal è stato nominato in 13 All-NBA roster, incluse 8 selezioni nel primo team. Solo Olajuwon (tre volte), David Robinson (2), Patrick Ewing e Alonzo Mourning finirono davanti a lui per l’All-NBA tra il 1994 e il 2006. O’Neal è stato una forza dominante più grande di qualunque altra nello sport, finendo per 13 stagioni di seguito tra i primi 10 nelle votazioni per l’MVP, incluse otto volte tra i primi 5, cinque volte tra i primi 3 e stranamente solo una volta MVP nel 2000.

Allo stesso modo, Olajuwon ha cominciato a far esplodere la lega dal momento in cui si è unito agli Houston Rockets come loro prima scelta assoluta nel 1984. Dal suo debutto fino al 1997, è stato nella squadra dell’All-Star Game ogni anno, con l’eccezione del 1991, quando una gomitata di Bill Cartwright al suo occhio destro gli è costata quasi due mesi nel mezzo della stagione. In quel prime di 13 anni, Olajuwon ha messo a referto 24.2 punti (con una true shooting percentage di 55.8), 12 rimbalzi, 5.3 tra stoppate e rubate e 2.7 assist su 37.7 minuti di media a partita.

Nel suo secondo anno Olajuwon è stato nominato nell’All-NBA Second Team, la prima di 11 selezioni All-NBA in 12 anni (sei volte nel First Team). In quel periodo, è finito dietro ai soli Patrick Ewing (tre volte), David Robinson (tre volte), Brad Daugherty e O’Neal (nel 1995) come centro All-NBA. (Nel suo anno da rookie ci furono solo due centri All-NBA: Moses Malone e Kareem Abdul-Jabbar.Con Olajuwon al suo apice, i Rockets mancarono i playoff una volta -nel 1992, quando finirono con un record di 42-40, una vittoria in meno dell’ottava classificata. Mentre avere Shaq in quintetto al massimo del suo livello praticamente garantiva 50 o più vittorie e le finali di conference, Houston vinse 50 partite cinque volte nelle 13 stagioni del prime di Olajuwon, perdendo cinque serie al primo round, arrivando quattro volte alle finali di conference e vincendo due titoli sulle tre presenze nelle finali.

L’argomentazione contraria: in mezzo alle sue cooperazioni con Penny Hardaway e Dwyane Wade, entrambi due volte All-NBA nel loro periodo con Shaq, O’Neal giocò con Kobe Bryant nei Los Angeles Laker. Olajuwon non giocò mai con nessuno di quel calibro, almeno non nel fiore della sua carriera. I suoi soli compagni All-NBA tra il 1984 e il 1997: Ralph Sampson (Second Team nel 1985) e un 32enne Clyde Drexler, che entrò nel Third Team dopo essersi unito alla squadra in una trade nel febbraio 1995.

La domanda è come calcoliamo l’attacco contro la difesa. Di solito, Shaq era ancorato ad un attacco da top 5 e una più mediocre difesa. Il contrario è vero per Hakeem, che vinse due volte il premio di Miglior Difensore dell’anno nel suo tragitto verso 9 classificazioni

nell’All-Defensive Team. Olajuwon guidò la lega in rimbalzi due volte e stoppate tre, ma O’Neal fu primo in NBA nella percentuale dal campo nove volte nei suoi 13 anni.

L’attrazione gravitazionale di Shaq era qualcosa di mai visto in attacco, per non menzionare quello che faceva nello scoraggiare gli avversari sull’altro lato del campo. La combinazione delle due ha aiutato a dar nascita alle carriere dei suoi compagni All-NBA e ha portato risultati migliori. Da come erano costruiti i canestri all’Hack-a-Shaq e la fine della difesa a zona, un’intera era è stata definita dalle regole create per limitare la sua supremazia.

VINCITORE: O’NEIL

CAREER HIGH

O’Neal di solito usava la regular season per rimettersi in forma per i playoff, tranne che nel 1999-2000, quando accettò la sfida di coach Phil Jackson di giocare quasi 48 minuti a partita. Il risultato? La media migliore della lega con 29,7 punti a partita con un true shooting del 57,4%. O’Neal aggiunse 12,6 rimbalzi, 3,8 assist e tre stoppate per 40 minuti a notte su 79 partite, mancando solo del voto di Fred Hickman ad Allen Iverson per diventare il primo MVP unanime della storia dell’NBA.

Quei Lakers avevano il quinto miglior attacco e la miglior difesa della lega, che diede anche accesso al All-Defensive Second Team per O’Neal. Finì secondo nelle votazioni come Miglior Difensore dell’anno dietro ad Alonzo Mourning, che con i suoi Heat aveva la quinta miglior difesa della lega – tre interi punti su 100 possessi peggio dei Lakers.

La produzione di O’Neal ebbe un altro incremento nei playoff, quando segnò 30.7 punti (55.6 true shooting percentage), 15.4 rimbalzi, 3.1 assist e 2.5 stoppate su 43.5 minuti a partita.

Quelle medie salirono a 38 punti (61.1% dal campo), 16.7 rimbalzi, 2.7 stoppate e 2.3 assist in 45.7 minuti a notte nelle sei partite di finale con cui vinsero contro gli Indiana Pacers. Non c’è bisogno di aggiungere che vinse il primo di tre MVP delle Finals di seguito.

Olajuwon si aggiunse a Michael Jordan come gli unici giocatori a vincere MVP e Miglior Difensore dell’anno nella stessa stagione, nel 1994. I suoi numeri quella stagione: 27.3 punti (52.6% dal campo, 71.6% ai tiri liberi), 11.9 rimbalzi, 3.7 stoppate, 3.6 assist e 1.6 rubate per 41 minuti a notte su 80 partite. I Rockets finirono l’anno con il quindicesimo attacco della NBA e la seconda miglior difesa.

Con Jordan fuori dai giochi, impegnato con il baseball, quella stagione, la finestra per il titolo si era aperta, e Olajuwon la sfruttò. Le sue statistiche rimasero piuttosto consistenti nei playoff, dove mise a referto 26.9 punti (50% dal campo, 86% ai liberi), 9.1 rimbalzi, 3.9 stoppate, 3.6 assist, e 1.6 rubate su 43.1 minuti a notte nelle sette partite verso la vittoria in finale contro i New York Knicks. Vinse il primo di due MVP delle finali di seguito.

Olajuwon vinse con facilità il titolo di MVP quella stagione, guadagnandosi 66 dei 101 voti. Superò Robinson di un solo voto nella corsa al DPOY. Quindi, voi preferireste spazzarvi MVP, DPOY e MVP delle finals in una sola stagione o guadagnarvi una appena minore percentuale di voti come DPOY, portando a casa una delle più grandi stagioni individuali della storia della NBA con una delle migliori performance in finale? Questa è la scelta in questo momento, e trovo difficile dire che qualcuno fu più dominante nel ruolo di centro di Shaq nel 2000.

VINCITORE: O’Neal

CLUTCH FACTOR

Nel 1995, un 22enne O’Neal incontrò un 32enne Olajuwon nelle Finals, e i Rockets spazzarono in 4 partite i Magic. Entrambi furono fantastici, come indicano le loro statistiche uno-contro-uno.

  • O’Neal: 28 punti (59.5% dal campo con 74 tentativi, 57.1% ai liberi con 42 tentativi), 12.5 rimbalzi, 6.3 assist e 2.8 tra stoppate e rubate su 45 minuti a partita
  • Olajuwon: 32.8 punti (48,3% dal campo con 116 tentativi, 69.2% ai liberi con 26 tentativi), 11.5 rimbalzi, 5.5 assist e 4 tra stoppate e rubate su 44.8 minuti a partita

Houston ricevette di più da Robert Horry, Mario Elie e Sam Cassell di quanto ricevettero i Magic da Horace Grant, Nick Anderson e Brian Shaw. Quella fu la differenza nella serie – quella, non dare un po’più di palloni a partita a Shaq e Anderson che sbagliò 4 tiri liberi di seguito che avrebbero aiutato i Magic a vincere Gara 1.

Le loro medie in carriera nei playoff raccontano una storia simile:

  • O’Neal: 24.3 punti (56.3% dal campo, 50.4% ai liberi), 11.6 rimbalzi, 2.7 assist e 2.6 tra stoppate e rubate su 37.5 minuti in 216 partite
  • Olajuwon: 25.9 punti (52.8% dal campo, 71.9% ai liberi), 11.2 rimbalzi, 3.2 assist e cinque tra stoppate e rubate su 39.6 minuti in 145 partite

Come anche le loro medie in carriera nelle Finals:

O’Neal: 28.8 punti (60.2% dal campo, 48.4% ai liberi), 13.1 rimbalzi, 3.4 assist e 2.6 tra stoppate e rubate su 42.3 minuti in 30 partite

  • Olajuwon: 27.5 punti (48.8% dal campo, 74% ai liberi), 10.6 rimbalzi, 3.4 assist e 5.1 tra rubate e stoppate su 42.5 minuti in 17 partite

O’Neal era un giocatore molto più efficiente, anche se consideriamo la grande differenza nei loro tiri liberi, e Olajuwon riportava statistiche difensive più notevoli. Shaq lo fece semplicemente di più, arrivando al doppio delle Finals, vincendo il doppio degli anelli e finendo con un record di 17-13 contro il 10-7 di Olajuwon.

La più grande notte della carriera NBA di Olajuwon arrivò contro Ewing in Gara 7 delle Finals 1994, quando era ancora alla ricerca del suo primo anello a 31 anni. Ha segnato 25 punti (10 su 25 dal campo), con sette assist, 3 stoppate e una rubata su 46 minuti di una vittoria di 90 a 84. Quella partita era una tra le 10 di eliminazione nei playoff della carriera di Olajuwon. Le sue medie in quelle (cinque delle quali erano Gare 5 al primo round).

  • Olajuwon: 25.5 punti (51.3% dal campo, 62.2% ai liberi), 12.6 rimbalzi, 3.6 assist e 3.8 tra stoppate e rubate su 41 minuti a partita

O’Neal giocò solo quattro partite di eliminazione nella sua carriera nei playoff – tutte nelle finali di conference. Difficile dire quale fosse la più importante. Probabilmente possiamo ridurle a la Gara 7 delle finali della Western Conference nel 2000 contro i Portland Trail Blazers, quando finì con delle scadenti statistiche (18 punti, nove rimbalzi e cinque assist) alla ricerca del suo primo titolo NBA, o alla Gara 7 delle finali della WC nel 2002 contro i Sacramento Kings, dove segnò 35 punti, 13 rimbalzi, quattro stoppate e un paio di assist su 50 minuti in una vittoria all’overtime nel tragitto verso il suo terzo anello di seguito.

Le medie di O’Neal nelle sue quattro Gare 7 in carriera:

  • O’Neal: 26.3 punti (58.8% dal campo, 56.8% ai liberi), 10.5 rimbalzi, 2.5 assist e tra tra stoppate e rubate su 40.3 minuti a partita

O’Neal finì 3-1 in quelle quattro tirate conference finals, in gran parte grazie ai fallimenti di Portland, Sacramento e gli arbitri NBA. Olajuwon finì 6-4 nelle sue 10 eliminatorie, le ultime due delle quali giocò già ben più tardi del suo prime. Tra il 1993 e il 97, mentre ancora aveva nel suo arsenale la vera “dream shake”, Olajuwon finì 6-1 in quelle partite.

Potrebbe essere sacrilego dirlo, ma sembra davvero che – mentre O’Neal poteva essere in qualche modo neutralizzato per una certa partita a causa del suo tiro libero o altri motivi (vedi le difese triple che lo limitarono a 18 punti nella Gara 7 contro i Blazers all’apice della sua carriera) – Olajuwon era meno facile da fermare nei momenti decisivi. La sua peggiore Gara 7 arrivò nelle semifinali di Western Conference nel 1993, quando arrivò ad un assist dalla tripla doppia in una sconfitta all’overtime contro i Seattle Supersonics.

VINCITORE: Olajuwon

  • PALMARESO’Neal: quattro volte campione NBA (tre volte MVP delle Finals); Miglior Giocatore del 2000; 15 volte All-Star (3 volte MVP dell’All-Star Game); 14 volte All-NBA (8x First Team, 2x Second Team, 4x Third Team); tre volte nella seconda squadra

All-Defensive; due volte miglior marcatore; medaglia d’oro olimpica 1996; MVP del mondiale FIBA 1994; Atleta dell’anno per il basket USA nel 1994; Rookie dell’anno 1993; Giocatore di College americano dell’anno 1991

  • Olajuwon: due volte campione NBA (due volte MVP delle Finals), Miglior GIocatore del 1994; due volte miglior difensore dell’anno (1993,1994); 12 volte All-Star; 12 volte All-NBA (6x First Team, 3x Second Team, 3x Third Team); nove volte All-Defensive (5x First Team, 4x Second Team); tre volte capolega di stoppate; due volte capolega di rimbalzi; medaglia d’oro olimpica 1996; Miglior Giocatore delle Finals Four di NCAA nel 1983.

Preferireste avere due trofei di Miglior Difensore dell’anno nell’armadio o due anelli in più? Preferireste gli anelli. Olajuwon avrebbe potuto averli se avesse unito le forze con uno dei migliori 10 giocatori di sempre dopo qualche anno di carriera, ma non li ha. Ha anche due selezioni All-NBA in meno, che vuol dire che O’Neal è stato il miglior centro del gioco per un periodo più lungo. E, ad essere onesti, Shaq probabilmente si sarebbe meritato almeno un altro MVP, se non due.

VINCITORE: O’NEIL

IL PERSONAGGIO

Olajuwon è il più grande giocatore straniero nella storia della NBA. Ha servito come ambasciatore della NBA in Africa, pavimentando la strada per Dikembe Mutombo, Joel Embiid e un’intera generazione nel mezzo. Ha anche impegnato una considerevole quantità di tempo della sua carriera post-NBA ad istruire i giocatori su come operare in post e insegnando l’importanza del gioco di piedi ad una pletora di stelle, inclusi Kobe Bryant e LeBron James.

Detto ciò, O’Neal è un personaggio fuori dal comune che ha catturato la nostra attenzione con quasi tutti i mezzi possibili. Con diversi livelli di successo, ha avuto carriere come attore, rapper, poliziotto, comico, wrestler professionista e magnate imprenditoriale.

Shaq almeno ha condiviso un po di quei riflettori con Hakeem in una gloriosa pubblicità di Taco Bell degli anni ‘90, anche se ha preso il posto davanti nella passeggiata in tandem che hanno fatto assieme. (https://youtu.be/fd52xjs8TXU)

O’Neal è una presenza regolare nelle nostre vite sul programma di TNT “Inside the NBA,” dove spesso sottolinea gli strafalcioni dei giocatori per Shaqtin’A Fool o espande la sua personale libreria di papere. Nella storia della NBA potrebbe non esserci mai stata una personalità prodigiosa quanto quella di Shaq.

VINCITORE: O’Neal

VERDETTO: Vince Shaquille O’neil

Traduzione di READ CORNER

Fonte: Yahoo Sports.

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