Poderosa, presentato Luca Conti: Sia in attacco che difesa posso crescere molto

Poderosa, presentato Luca Conti: Sia in attacco che difesa posso crescere molto

Ieri nel quartier generale del confermatissimo partner gialloblu Steca Energia si è presentato alla stampa anche l’ultimo dei volti nuovi della XL EXTRALIGHT®, il trentino dagli occhi di ghiaccio Luca Conti.

Mancava solo lui all’appello. Ieri nel quartier generale del confermatissimo partner gialloblu Steca Energia si è presentato alla stampa anche l’ultimo dei volti nuovi della XL EXTRALIGHT®, il trentino dagli occhi di ghiaccio Luca Conti. Classe 2000, arriva da una stagione alla Vuelle Pesaro con poco spazio ma tanti bei ricordi, ricordi che sono riaffiorati tutti nell’amichevole di qualche sera fa proprio contro i biancorossi. «Tornare a Pesaro è sempre bello, è una città che vive di basket, un po’come Montegranaro – ha confessato Conti – la Vuelle è stata ed è una grande società e io ho avuto la fortuna di giocare lì per cui ha fatto piacere mercoledì sera ritrovare vecchi amici e compagni. Sotto il profilo tecnico, abbiamo perso di 23 ma credo che abbiamo fatto una buona partita. Loro sono una squadra di A ma noi siamo riusciti a mettere in campo grinta e intensità, ovvio che alla lunga il loro talento sia venuto fuori».

Un giocatore ancora tutto da scoprire il diciannovenne cresciuto nelle giovanili della sua città natale, Trento. «Devo lavorare su tutti gli aspetti del mio gioco e non può essere altrimenti avendo ancora 19 anni – ha sottolineato la guardia gialloblu – sia in attacco che in difesa posso crescere molto. Scendendo dalla A alla A2 ho notato una certa differenza soprattutto a livello atletico e fisico, i 5-6 stranieri che ci sono in ogni squadra di A scavano questo solco».

Conti rivendica con orgoglio le sue origini trentine e racconta il perché della scelta del numero 11 sulla canotta. «Mio padre giocava a basket, seppur non ad altissimi livelli, e ho iniziato quindi seguendo lui – ha ricordato l’ex Nazionale Under 18 – ho avuto la fortuna di vivere in prima persona la crescita impetuosa dell’Aquila Trento dalle serie minori alla A, sono stato fortunato ad entrare nelle giovanili in quegli anni. La scelta del numero 11 non ha motivi particolari dietro. L’ho preso perché il numero 8, quello cui tengo particolarmente perché era del mio idolo Kobe Bryant, lo aveva già Mastellari. Per cui mi sono buttato su questo, ma solo perché mi piace».

Fonte: Ufficio Stampa Poderosa Pallacanestro Montegranaro.

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