Pianigiani: EuroLeague formula bellissima, ma il calendario sarà sempre più complesso

Pianigiani: EuroLeague formula bellissima, ma il calendario sarà sempre più complesso

Il coach di Olimpia Milano: Tra un anno, con LBA ed EuroLeague a 18 squadre, dove troveranno le date?

Conferenza stampa di avvicinamento all’EuroLeague per Simone Pianigiani, coach di Olimpia Milano. Ecco alcuni passaggi dalla sala stampa del Forum d’Assago.

SULL’ASPETTO MENTALE
«Chiedo un senso di responsabilità, di appartenenza. Faccia tosta per portare avanti tutto questo in un tritacarne, prima mentale che fisico. Facciamoci riconoscere per queste qualità, perchè è da come la vivi che l’EuroLeague dipende. Dopo tante gare giocate alla pari, ora dobbiamo fare quel passetto in più e provare a vincerle».

SULLA SQUADRA
«Abbiamo messo davanti la squadra al suo cammino, concentrandoci sull’aspetto mentale, affrontando i momenti di down inevitabili per essere sempre lì. Capiremo gara per gara se questo aspetto sarà rispettato. L’energia nervosa è fondamentale, perchè il venerdì sera chiudi una gara e quarantotto ore dopo devi essere nuovamente in campo. E magari il mercoledì arrivano i campioni d’Europa e poi devi andare al Pireo. Ri-mentalizzare, sempre, su quello che hai davanti più che su quello che ti resta alle spalle».

SU MIKE JAMES
«Il ruolo dei playmaker deve essere chiave, e nel basket moderno non si può prescindere da un giocatore che sappia anche mettere pressione subito sulla difesa. Mantenere un flusso senza chiamare sempre un gioco, e in lui ho scoperto qualità che vanno oltre a quelle istintive, anche nella comunicazione tecnica con le altre guardie. Dobbiamo capire, però, quando si deve spingere e quando si deve invece rallentare. Ma è più un compito della squadra tutta, non solo del playmaker».

SULLA PARTENZA
«La buona partenza conta sempre, perchè dà più fiducia anche nel lavoro in palestra. Ma non è tutto, questa competizione permette rientri, come accaduto al Baskonia nell’ultima stagione, che partì 0-5. Ma penso anche all’Efes di due anni fa, che partì con tre sconfitte e poi arrivò a gara-5 dei playoff con l’Olympiacos».

SUGLI OBIETTIVI
«Non ci sono fasce, se non la consapevolezza che ci sono tre squadre che partono per vincere. Faccio fatica ad immaginare Fenerbahce, Real Madrid e Cska fuori dalle Final Four. Quindi se non succedono terremoti, queste ci saranno. Le altre non giocano certo per salvarsi, ma per competere sino all’ultimo per un posto nei playoff. Vorrei non vederci sempre impaludati sul fondo, ma nel gruppone che per continuità vuole tenersi viva una chance per i playoff».

SULLA FORMULA DI EUROLEAGUE
«E’bellissima. Ma mi chiedo: l’anno prossimo dove le trovano le date con 18 squadre in LBA, 18 in EuroLeague e gli stessi mondiali allargati? Senza dimenticare il potenziale preolimpico successivo. 68 gare in tutto, con Coppa Italia, Playoff Lba e magari Playoff di EuroLeague. Più di 90 gare. Oggettivamente non vedo lo spazio. Io sono già a fare riunioni per quel che dovremmo fare a dicembre di quest’anno. Pensate che dopo la semifinale di Supercoppa Nedovic mi aveva detto di essere bloccato con la schiena. E’normale, ma immaginatevi gli sforzi che tutti devono fare ogni due giorni».

SUL ROSTER
«Un roster non lunghissimo, a differenza di altri, ma con giocatori il più possibile duttili e intercambiabili. Faccio un esempio. James è il nostro play? Ma potrebbe anche giocare con Cinciarini da guardia. O magari quintetti con Nedovic e Della Valle: nessun play, ma due trattatori di palla, con Micov che è già valore aggiunto in tal senso. Poi anche le ali: Kuzminskas potrebbe giocare in EuroLeague da 3, con lo stesso Micov da 4 in Italia. Tra un anno cercheremo anche di un aggiungere un ala/centro proprio per questo ragionamento: creare assetti».

SU CURTIS JERRELLS
«Ad oggi pare abbia risolto il suo problema fisico. Venerdì e sabato si è allenato con i compagni, oggi è a pieno regime con il gruppo. Sul rientro non lo so avendo saltato la pre-stagione. Non è a zero, ma il ritmo partita è un’altra cosa. In EuroLeague non possiamo fare esperimenti, in campionato possiamo provarlo un po’. Ma non è semplice, dovremo lasciare fuori due giocatori sani».

SUL BUDUCNOST
«La prima cosa che dirò oggi alla squadra è il fattore ambientale. Ogni partita là devi prima resistere ad un ambiente che spinge un po’come a Belgrado. C’è un popolo che attende il ritorno in EuroLeague da tempo, dovremmo essere pronti a combattere davvero. Hanno un roster molto profondo, con tanta intercambiabilità, assetti da tre guardie o due play, o con Coty Clarke da 3. Il tutto in un reparto lunghi con giocatori pericolosi da fuori, e altri più stanziali».

SU DELLA VALLE
«Dal giorno in cui ha firmato è stato qui a lavorare, sia sul discorso fisico che su quello tecnico. Ha un approccio importante alla gara, accetta i dettagli e lavora per migliorare ogni giorno. Sa dov’è, l’EuroLeague è una bestia peggiore.. Quando entrerà in campo lo sa che gli avversari attaccheranno lui, e allora dovrà rispondere con qualche legnata».

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