Pianigiani: ‘E’ mancata la giusta carica per competere, messo in campo tutto quello che avevamo’

Courtesy of Getty Images

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Sala stampa con il coach dell'Olimpia

Il commento del coach di Milano dopo la gara di EuroLeague: “Penso che sia veramente chiaro che non avevamo la giusta carica ed energia per competere e battere un top team come il Fenerbahce. Alla fine abbiamo messo in campo tutto quello che avevamo, abbiamo speso tanto per arrivare a questa gara, nell’arco della stagione, e non eravamo nella forma giusta per affrontare la sfida. Volevamo dare di più, anche per la gente che c’era qui stasera. Mentalmente e fisicamente non siamo arrivati al meglio, tutti hanno però giocato al massimo, di questo ne sono certo. Come coach devo continuare ad allenare questi ragazzi, manca ancora una partita. I complimenti alla squadra sono meritati, ai ragazzi che ci hanno portato sino a qui, per la stagione e non per queste ultime 2 partite. Dispiace quando ci disuniamo, l’ho visto per esempio con quei 2 falli tecnici, quando la gara era ancora aperta e da giocare ci siamo fatti prendere dal nervosismo. Questa serie di gare ravvicinate ci ha un po’ammazzato, forse ho ed abbiamo spinto troppo, credo però fosse giusto provarci in tutte le partite. Ora arriva indubbiamente un periodo critico, da qui alla fine della stagione dobbiamo reagire. I playoff? Per come eravamo partiti credo che nessuno ci avrebbe messo nelle prime 8, non dobbiamo quindi viverla come una delusione, sarebbe una prospettiva sbagliata. Abbiamo giocato alla pari e contro tutti, per mesi, nonostante gli infortuni e gli assetti diversi che abbiamo dovuto adottare. Credo che siamo andati oltre le aspettative. Nedovic? Dobbiamo avere rispetto e pazienza, stiamo cercando di fare di tutto per portarlo in condizione ai playoff di campionato, la sua presenza è determinante, come lo è stato in negativo quando era assente. James? E’un ragazzo generoso, nelle ultime due settimane non ne aveva più, di energia e di nervi, ed essendo molto orgoglioso non riesce a gestire quando non può giocare al suo livello, deve crescere ed imparare da questo punto di vista. Non dobbiamo vedere il suo body language come un atteggiamento negativo verso i compagni, al contrario spesso si innervosisce proprio quando non riesce ad essere utile alla squadra”.

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