Petrucci sul caso Masciadri-Crespi: Non ho condiviso l’atteggiamento del coach. Sa di aver sbagliato

Petrucci sul caso Masciadri-Crespi: Non ho condiviso l’atteggiamento del coach. Sa di aver sbagliato

Masciadri ha ricevuto la telefonata di scuse da parte di Crespi: Se dicessi che non ci sono rimasta male direi una bugia Non volevo privilegi, volevo rispetto,

Gianni Petrucci ha preso parola su caso Raffaella Masciadri.

Marco Crespi, allenatore della nazionale femminile, ha portato le azzurre a qualificarsi ad Eurobasket Women 2019 ma non ha fatto entrare Raffaelle Masciadri nella sfida decisiva contro la Svezia.

Masciadri aveva annunciato che quella sarebbe stata la sua ultima gara con la maglia dell’Italia dopo 17 anni di successi. Ma Crespi non l’ha fatta scendere in campo, né all’inizio, né sul +20, né nei secondi finali quando la partita era già decisa.

Raffaelle Masciadri ha collezionato 192 presenze in nazionale con cui ha segnato 1.701 punti.

Da qui su Marco Crespi si è abbattuta una valanga di polemiche che ha toccato il culmine con la lettera  dell’ex azzurra Stefania Passaro a Il Corriere della Sera.

Queste le parole di Gianni Petrucci sempre a Corriere.it.

“Stefania ha ragione. Come Mascia ha ragione. Non ho condiviso l’atteggiamento del nostro allenatore e gliel’ho detto pubblicamente. E credo che abbia capito di aver sbagliato, con una ragazza che per di più è la prima atleta entrata nel Consiglio nazionale del Coni”.

Dal canto sua Raffaella Masciadri ha ammesso di esserci rimasta male per non essere scesa in campo ed ha ricevuto la telefonata di scuse di Marco Crespi.

“Se dicessi che non ci sono rimasta male direi una bugia. Non è tanto non aver giocato nemmeno gli ultimi 5 secondi, che per me sarebbero comunque stati oro. È stato peggio non essere considerata in grado di stare in campo, come giocatrice, quando per esempio eravamo avanti di 20. Io mi sono allenata come e più delle altre per essere pronta, quindi ero pronta. Io sono quella che per 17 anni ogni estate si è messa al servizio della Nazionale, rinunciando alle vacanze, rinunciando persino a giocare negli Usa. Non volevo privilegi, volevo rispetto, Crespi mi ha chiamata e si è scusato per non avermi chiesto se volevo entrare a 5 secondi dalla fine. Capisco che l’obiettivo era qualificarsi, e questo è stato ottenuto. Ma era anche salutare una giocatrice-simbolo, anche per tutte quelle persone che in tribuna tifavano perché io entrassi”.

Fonte: Corriere.it.

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