Pavani: Scelto il 5+5 dopo il sì di Aradori. Puntiamo al premio italiani credendo in loro

Pavani: Scelto il 5+5 dopo il sì di Aradori. Puntiamo al premio italiani credendo in loro

Le parole del presidente della Fortitudo a Basket City

Questo l’intervento di Christian Pavani a Basket City.

 

Le parole sono state riportate da Bolognabasket.

 

“Una società che vuole essere ambiziosa deve fare progetti. Avevamo pensato al 6+6, poi quando è arrivata l’ipotesi Aradori i soci si sono trovati d’accordo, cambiando al 5+5 e puntando al premio italiani. Vogliamo rimanere così, credendo negli italiani anche per aumentare l’identità con i tifosi. E quando tornerà Sims ringrazieremo chi è stato preso a gettone, e che sa di essere a tempo.
Teodosic? Se arrivano questi giocatori fa solo bene, fa bene anche a noi perché tutti ci guadagnano anche solo a livello di diritti televisivi. Il campionato è un gruppo di società che deve fare blocco quando serve, spero anche io di poter portare un campione da noi, e penso che da tre mesi già ci stanno chiamando, anche dall’estero, per il derby. Dobbiamo fare bene, e questi giocatori alzano l’asticella, basti pensare a come lunedì, in rassegna stampa, ci fosse molto più spazio per il basket. Noi quest’anno abbiamo dovuto spendere 300 mila euro per l’ingresso in A1, l’anno prossimo non li avremo e li useremo sul mercato.
Noi abbiamo fatto una superpartita con Venezia e anche con Pesaro. A Varese c’è stata troppa superficialità, e sono cose che in serie A si pagano: non drammatizziamo, le partite devono essere preparate sempre alla grandissima. Non che non sia successo, ma a volte ci possono essere giornate così. E con Treviso vogliamo tornare a fare bene. E dico sia inconcepibile, nel 2020, avere una gabbia per i tifosi nei palasport. Sono contrario ai divieti di trasferta, non riuscire a gestire 3-400 tifosi è una sconfitta per tutti. E’qualcosa che va risolto, siamo andati in 1500 a Pesaro e non è successo nulla (anzi, abbiamo portato soldi nelle loro casse), e non capisco perché a Varese non è stato possibile. Dicendo poi che io impazzirei, a pagare un biglietto ed essere messo in una gabbia.

 

Perché non ho accettato di andare in Fiera? Molto semplice: si doveva decidere in fretta per far uscire i calendari, e non eravamo ancora pronti con l’investimento sulla fiera del basket. Lì siamo stati, diciamo, obbligati a prendere un’altra strada. I conti non erano chiari, e non c’era tempo per decidere. Non è una questione di essersi messi con le orecchie basse per far felici i tifosi, io spero di poter tornare a lavorare per la fiera del basket: non è un progetto buttato via, i tempi saranno maturi il prossimo anno e ne riparleremo con i tifosi. Sono 4 anni di fila che faccio sold out, non posso non confrontarmi con loro, ma devo anche amministrare e far tornare i conti: sono con la passione non si va tanto lontano.
Se la Virtus scarta un giocatore? Noi lo prendiamo: Rosselli è stato vincente in A2, ora abbiamo Aradori. E’tutta una questione di obiettivi, noi dobbiamo cercare di stare in questa serie, poi tra un paio di anni vedremo quali prospettive ci sono. Vogliamo salvarci, poi aumenteremo le ambizioni se ci sarà il caso, e questa è una stagione per capire dove siamo.
Un palasport nuovo? Un club che vuole stare in piedi ci deve pensare, è troppo importante dal punto di vista economico. Dobbiamo fare bene i conti, ma sia Virtus che Fortitudo hanno un bacino importante, ci potrebbe essere del turismo sportivo, un museo non solo del basket ma anche per le singole squadre. Noi vogliamo farlo, due palasport ci possono stare, se ci sono tanti centri commerciali.
L’obolo dei tifosi per il derby? Rimango convinto, non nascondo che giocare al Paladozza ci fa perdere soldi, e questa volta siamo noi a chiedere aiuto ai tifosi e non viceversa. Decideremo prezzi e strategie anche se non possiamo costringere nessuno dato che nell’abbonamento il derby è già compreso.
Noi dobbiamo essere in regola con i conti, perché noi siamo dei manager e i soldi li mettono i nostri soci. Ci sono tante regole a svantaggio, servono dei paletti, ed è giusto che i benefit siano altrove: noi dobbiamo fare sport, dobbiamo essere attivi nel sociale e non siamo costruttori. Abbiamo tutti gli stessi problemi, poi al massimo c’è chi ha più soldi e più no. Ma le società devono essere compatte nel dare le regole.

Se Zanetti avesse preso noi al posto della Virtus? Ha scelto la squadra sbagliata, pagherà le conseguenze… Ha una esperienza nello sport per cui stare accanto a lui sarebbe stato un master, io ho poca esperienza ma tanto cuore e cerco di imparare da tutti. Sono contento, con la Virtus c’è grande rivalità, sarà giusto cercare di sgambettarci e portare avanti la rivalità, ma per il movimento dobbiamo essere alleati. E’giusto essere rivali, ma nel 2020 si deve anche fare fronte comune per il bene di questo bellissimo sport. Io ringrazio Filodoro, la famiglia Rondella e i suoi figli che tifano Fortitudo. Sono tutti imprenditori che non vanno fatti scappare.”

 

Qui per leggere tutto l’intervento di Pavani.

Fonte: Bolognabasket.

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