Pancotto: “Abbiamo vinto aggredendo, prima di essere aggrediti”

Pancotto: “Abbiamo vinto aggredendo, prima di essere aggrediti”

Cesare Pancotto: "Ragland ci dà sicurezza, ma questa squadra aveva già finito lo svezzamento prima del suo arrivo"

Cesare Pancotto: “Una Partita psicologicamente difficile, perché affrontavamo una squadra del nostro livello. Ci siamo conquistati tutto quello che c’era da conquistare, senza che nessuno ci regalasse nulla. Devo dire che prima dopo Trieste avevamo quattro partite di cui tre in trasferta che potevano segnare il nostro campionato. Abbiamo creato la giusta fiducia per affrontarle e l’abbiamo fatto. E’ una squadra che riesce ad avere più fluidità fuori casa che in casa. Questo significa che riusciamo a colmare dei gap che abbiamo, giocando liberi mentalmente anche sotto pressione e così centriamo gli obiettivi. Temevamo la capacità di correre e l’atletismo di Pesaro nell’aprirsi a tutto il campo. Abbiamo difeso bene, però devo dare anche le sculacciate ai miei. Ad una squadra giovane come la nostra servono carezze, ma anche sculacciate. I contropiedi subiti e le palle perse e qualche tiro aperto lasciato senza attenzione ci sono stati. Non è cercare le pulci, ma dare a una squadra giovane la guida su come migliorare, perché io credo che possiamo ancora migliorare. Alla fine abbiamo vinto giocando in velocità nel terzo quarto: dovevamo aggredire per non essere aggrediti. Oggi ci siamo riusciti bene. Con la conquista del ritmo abbiamo fatto tanti punti in contropiede. L’innesto di Ragland? Prima di Ragland questa squadra aveva già finito lo svezzamento, ma giocatori come Ragland danno fiducia alla squadra. Ha innescato tutti i giocatori. Avevano bisogno di qualcuno che gli desse fiducia, aldilà dei punti che segna. La sua importanza è intrinseca e estrinseca.”

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