Pallacanestro Trieste: la fumata nera con Astmar SA e la posizione di SiAmo Trieste

Pallacanestro Trieste: la fumata nera con Astmar SA e la posizione di SiAmo Trieste

La cessione della Pallacanestro Trieste è giunta ad un punto morto. Ripercorriamo le ultime tappe

La cessione della Pallacanestro Trieste è giunta ad un punto morto. Nella ricostruzione dei fatti, partiamo dalla Nota Ufficiale del Club del 29 ottobre, quando si ufficializza la fumata nera con Astmar SA.

Pallacanestro Trieste comunica di aver ricevuto in data odierna dalla società svizzera Astmar SA formale comunicazione di interruzione delle procedure di due diligence relative al potenziale acquisto di quote societarie.

Quanto reso noto da Astmar SA chiude un iter lungo, complesso, contraddittorio e tortuoso, che ha messo in evidenza le sostanziali ed evidentemente non colmabili distanze e differenze tra la Pallacanestro Trieste – intesa nel suo complesso, come rappresentata dai propri attuali soci, dal Consiglio di Amministrazione e dagli Stakeholders privilegiati, tra i quali Siamo Trieste – e il potenziale acquirente, le cui richieste non sono risultate coerenti nel tempo né strutturalmente ricevibili.

L’impossibilità di addivenire a un accordo deriva dalle condizioni poste in essere dal potenziale acquirente, ispirato da un modello di business avulso al contesto locale e probabilmente anche quello nazionale, posto che più volte Astmar SA ha messo in evidenza nelle sue comunicazioni la mancanza di condizioni adeguate nello scenario macroeconomico e politico italiano.

Pallacanestro Trieste si rammarica per il lungo tempo impegnato in questo tentativo di accordo, le cui basi non hanno trovato solide fondamenta, e vuole ringraziare per il lavoro svolto tutti coloro – soci, amministratori, stakeholders, istituzioni, dipendenti e partner della Pallacanestro Trieste – che pur di giungere all’obiettivo atteso si sono impegnati per garantire risposte alla due diligence, tentando di dare solidità una ipotesi di accordo che è risultata troppo vaga e generica per assumere la necessaria concretezza.

L’impossibilità a procedere non modifica l’attuale gestione della Pallacanestro Trieste, impegnata in maniera continuativa nella ricerca di sponsor.

Nella nota, si parla di «non colmabili distanze e differenze» tra domanda e offerta, e si descrive la Pallacanestro Trieste come un complesso fatto anche di Stakeholders privilegiati, tra i quali «SiAmo Trieste».

E sul Piccolo in edicola oggi, Siamo Trieste ha chiarito la sua posizione: «Da fine maggio, data del primo contatto fra Pallacanestro Trieste ed Astmar Sa, SiAmo Trieste si è limitata a dare la propria disponibilità per trovare una soluzione che avesse potuto essere gradita all’acquirente».

Di fatto, il primo contatto ufficiale arriva solo a metà ottobre: «Non abbiamo avuto contatti ufficiali con i potenziali acquirenti fino a lunedì 14 ottobre. In quella data, ci è stata data conferma della volontà dei compratori di avere pieno ed esclusivo controllo di un progetto che, per sua natura, non dovrebbe poter essere acquistato, venduto né tantomeno sfruttato per finalità che non siano quelle di garantire un utile alla Pallacanestro Trieste».

Emergono evidentemente delle frizioni nella trattativa: «Dopo aver inviato al legale rappresentante di Astmar Sa copia del contratto siglato con Pallacanestro Trieste, che sembra non avessero mai ricevuto, SERIE A abbiamo iniziato a studiare una proposta che avremmo dovuto presentare, secondo gli accordi verbali, la prossima settimana. Proposta che, allo stato attuale, non ha più senso d’essere presentata».

La proposta di Astmar SA

La trattativa quando era in corso

Commenta