Olimpia Milano, la presentazione di Paul Biligha e Michael Roll

Olimpia Milano, la presentazione di Paul Biligha e Michael Roll

Freschi di rientro dal Mondiale, i due nuovi giocatori dell'Olimpia sono stati presentati ufficialmente ai media.

Prima presentazione alla stampa come giocatori dell’Olimpia Milano per Paul Biligha e Michael Roll, freschi di ritorno dal Mondiale e subito al lavoro in vista del debutto in campionato fra otto giorni a Treviso. Per gli ex Venezia e Maccabi l’occasione di presentarsi ufficialmente alla stampa, nella rinnovata secondaria del Forum.

Christos Stavropoulos: «Oggi completiamo la serie delle presentazioni con Michael Roll e Paul Biligha. Il primo l’abbiamo voluto per le sue caratteristiche e l’esperienza in EuroLeague. Paul è un ragazzo che ha fatto grande esperienza con la Nazionale, crediamo che completi bene il pacchetto lunghi. Sono contento che siamo tutti insieme a lavorare per questa stagione».

Paul Biligha: «L’ultima esperienza in Nazionale mi ha fatto crescere come giocatore: al Mondiale puoi giocare contro giocatori al livello più alto. A Venezia abbiamo vinto il campionato e quando sono stato chiamato in causa ho fatto quello che mi era stato chiesto».

«Siamo un reparto lunghi abbastanza completo, a seconda dall’avversario dovremo mettere in piedi qualcosa di diverso».

«Non mi sono mai sentito discriminato, quelli che sono casi individuali vanno considerati come tali e non presi ad esempio. Bisogna certamente parlarne, ma senza crearne un disagio maggiore di quello che è».

«Proprio oggi Messina ha precisato che noi siamo qui per lavorare come un gruppo. Il minutaggio o il giocare più in Italia che in Europa mi interessa poco, sono qui per vincere partite e trofei».

«Quando giochi in una delle migliori squadre in Italia sei chiamato a vincere qualcosa: sono stato abituato a questo a Venezia e non credo che la differenza sarà sostanziale a Milano».

Michael Roll: «Coach Messina porta qualcosa di simile a coach Spahija: entrambi venivano dalla NBA, quindi da uno stile di gioco più rapido da quello in EuroLeague. Penso di essere un giocatore intelligente in grado di imparare in fretta ciò che i miei compagni mi chiederanno».

«Il basket è un gioco che va sempre più verso l’assenza di ruoli fissi. Guardia e ala piccola sono ruoli molto simili tra loro, quindi penso di potermi adattare senza particolari difficoltà. L’unica differenza potrebbero essere delle situazioni in post; i miei nuovi compagni sono giocatori molto intelligenti che seguo da anni e penso che mi troverò molto bene con loro».

«Il Mondiale è stata un’esperienza incredibile, anche potendo giocare contro la squadra che poi ha vinto nella Spagna. Ho visto come in competizioni del genere bisogna essere pronti a giocare 40’senza prendersi momenti di pausa».

«Anche a Tel Aviv si parla molto della rivalità con l’Olimpia, ogni volta che ci si avvicinava c’era un’atmosfera particolare e ci sono sempre state partite equilibrate. In EuroLeague ogni partita è difficile, bisogna prepararsi al massimo».

«Il basket è un business, che comincia dai risultati che si ottengono in campo: è così ovunque. Si lavora ogni giorno affinché i risultati siano raggiunti».

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