Nicola Alberani: Stagione particolare da cui traiamo insegnamento

Nicola Alberani: Stagione particolare da cui traiamo insegnamento

Le parole sulla stagione del DS della Scandone Avellino

Il DS Nicola Alberani commenta in sala stampa la stagione 2018/19 della Sidigas Scandone Avellino,
traendo le conclusioni sull’annata all’indomani del saluto che la città ha riservato ai giocatori
biancoverdi:
“Facciamo il punto della situazione sulla stagione che si è da poco conclusa, complicata da molti punti
di vista e che ci ha più volte visti cambiare pelle. Come diceva ieri l’Ingegner De Cesare, è stata
un’annata che, per quelle che erano le premesse iniziali, avremmo voluto vedere finire diversamente
ma purtroppo siamo stati accompagnati da tanti episodi che non hanno facilitato il nostro percorso.
Alla fine, per come si erano messe le cose, non è andata poi tanto male: questo gruppo, inclusi lo staff e
tutti quelli che fanno parte della società, hanno sempre messo tutto in campo con il sorriso, la voglia e
la durezza mentale. Purtroppo questo non è bastato ad eliminare Milano ma ci lascia un sapore diverso
e lo si è visto dal calore che ci ha dimostrato la gente ieri sera, che ha riconosciuto a questo gruppo di
aver sempre gettato il cuore in campo.
Gli infortuni non sono una scusante ma un dato oggettivo e il club ha dimostrato di non voler mollare
mai reagendo puntualmente alle varie difficoltà che si sono presentate. Coach Maffezzoli ha fatto un
ottimo lavoro, schierando praticamente otto formazioni diverse in dieci partite. È difficile spiegare
all’esterno quanto cambi la chimica del gruppo un giocatore che esce e rientra o che torna dopo tanto
tempo: uno tra i tanti è stato il secondo infortunio di Demetris Nichols, perché quando è rientrato non
era più lui e, a 35 anni, ci ha messo un po’ a recuperare. Ho parlato di Demetris ma tutti i ragazzi
meritano un plauso per aver dimostrato stoicismo e voglia di crederci. È un peccato che spesso siano
stati etichettati come ragazzi che non ci credevano, quando invece ci credevano tanto e si è visto nelle
ultime partite. Ho ancora l’immagine di Patric Young, che è un po’ il simbolo della nostra stagione:
aveva una voglia incredibile, si è infortunato, si è rialzato per poi infortunarsi nuovamente ma non
perdendo mai il suo spirito combattivo. Purtroppo lo sport è anche questo.

Voglio ringraziare tutte le persone che ci sono state vicine e che sono venute a salutarci ieri.
Quest’annata ci ha spiegato come e cosa deve essere la Scandone del futuro, quali le tipologie di
giocatori che il pubblico ha piacere nel venire a vedere. Ho sicuramente commesso degli errori di cui mi
assumo la responsabilità ed io in prima persona trarrò insegnamento da questa stagione. Come club
non pregheremo nessuno, chi vorrà venire a giocare ad Avellino dovrà accettare con il sorriso. Coach
Maffezzoli incarna alla perfezione quanto detto prima: ha voglia, ha riconosciuto l’opportunità che gli è
stata concessa ed è l’uomo giusto da cui ripartire. Per la prossima stagione dovremo ripartire proprio
da questo spirito di lotta, sostenendo ancora la doppia competizione (non è detto che giocheremo in
Basketball Champions League, perché al momento non vi rientriamo), e dal calore di chi è venuto a
salutarci ieri”.

Fonte: Ufficio Stampa Scandone Avellino.

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