NBA FOCUS: Trade deadline, Buyers & Sellers

La regular season è entrata nel periodo più interessante, la 'Trade-season'

 

Siamo arrivati ormai oltre la boa del primo terzo di regular season NBA, ed è appena iniziata quella che normalmente è la fase più interessante degli 82 games, il periodo che va dal 15 Dicembre fino alla deadline per gli scambi, fissata al 6 Febbraio.

Cerchiamo di capirne di più….

 

-BUYERS

 

I risultati da qui in poi saranno decisivi per le scelte di molti team. Cosa fare, vendere o comprare? Oppure rimanere al palo senza sconfessare le scelte estive? Non è per niente complicato trovare buoni motivi per andare in una qualsiasi di queste direzioni.

La caduta dei Warriors ha creato un vuoto di potere, e ci sono più o meno una decina di team pronti ad approfittarne. I Bucks e le due di L.A. godono dei favori del pronostico, ma nessun team ha quell’aura di imbattibilità che accompagnava Curry e compagni.

E’ un’occasione forse irripetibile, perchè, vista la pochezza della prossima classe di Free Agent, non sarà semplice costruire altri ‘Super Team’ prima dell’estate 2021, per intenderci quella di Antetokounmpo, George, Leonard, lo stesso LeBron, Beal e altri ancora….

Appare pressoché scontato che la scarsa decina di team di cui sopra siederà al tavolo dei Buyers, per puntellare il roster e mettersi al riparo da imprevisti. Con l’occhio sempre vigile sui buy-out, che in una situazione di equilibrio assumono ancora più importanza…

 

Ad Est Milwaukee macina pallacanestro (Se ne parla poco, ma Giannis e soci hanno il Pace più alto della lega, oltre 105 possessi x game)  con un supporting cast in missione per conto del nuovo re della lega, e le altre ad inseguire. Da non escludere l’arrivo di un nuovo ‘pezzo’, specialmente se il Front office decidesse di mettere in gioco la prima scelta 2020 arrivata da Indiana nella sign and trade per Brogdon.

Boston e Phila hanno un evidente problema nella second unit, e, se Stevens riesce con le rotazioni (e la crescita di Wanamaker) a mantenere un minimo di equilibrio per i verdi,  Brown non riesce a fare altrettanto nella città dell’amore fraterno. Un play/guardia con punti nelle mani farebbe molto comodo, a meno di non proseguire con l’esperimento Trey Burke, attualmente dietro il soldatino Raul Neto nelle gerarchie.

Gli ultimi rumors parlano di un Ainge non disposto a privarsi di nessuno del folto gruppo di swingman per migliorare sotto i tabelloni, ma guardando avanti il rischio è di affrontare i playoff con la coperta troppo corta….

Il team che ha tutte le opzioni ancora sul tavolo è quello campione in carica. Gasol e Ibaka sono in scadenza, e, stando ai rumors, il contratto di Lowry sarebbe stato esteso principalmente per facilitarne la cessione. Probabilmente il piano originale era di iniziare il rebuilding prima della deadline, dando definitivamente le redini della squadra a Siakam e Van Vleet. Il campo però è il giudice supremo, Nurse sta svolgendo un lavoro superbo e sia lui che i ragazzi meritano di giocarsi al meglio la chance di difendere il titolo.

 

Nella Western Conference comanda il duo losangelino, con il consenso generale che sembra favorire il roster più lungo dei Clippers rispetto a quello più ‘old style’ dei Lakers. Entrambe hanno speso il grosso delle fiches in estate, quindi eventuali miglioramenti riguarderanno i margini, ma non i rispettivi nuclei. Corsa Iguodala a parte, che si accenderà se Memphis non otterrà la contropartita desiderata per l’MVP delle Finals 2015.

 

Due team in particolare potrebbero provare a giocarsi il Jolly, per scalare le gerarchie della Conference. Parliamo di Dallas e Denver.

I primi, spinti da un Luka Doncic a dir poco maestoso, hanno l’attacco più prolifico della lega, ed una lunga batteria di play e guardie che il maestro Carlisle dirige alla perfezione. Un big man atletico, in grado di proteggere il ferro ed aggiungere energia sarebbe l’upgrade ideale, ma parliamo di un obiettivo tanto ambizioso quanto difficile da raggiungere. Insomma, più facile a dirsi che a farsi…

 

Denver dal canto suo ha la certezza di una difesa granitica, la migliore a Ovest, che sta concedendo poco più del 30% da tre, e che funziona addirittura meglio lontano dal Pepsi Center. Il roster però è lunghissimo, per forza di cose Malone non può dare spazio agli almeno 12 atleti che lo meriterebbero, e sta diventando anche abbastanza costoso. Malik Beasley e Juan Hernangomez, entrambi da rinnovare in estate, sono i principali candidati per l’addio, ma nel portafoglio di Connelly ci sono giocatori e contratti di ogni tipo, buoni per imbastire qualsiasi trade. Anche qui è complicato ipotizzare chi potrebbe essere l’obiettivo, un 3/4 versatile e con tiro da fuori sembrerebbe il profilo ideale, più verso il 3 tipo Harrison Barnes, o più 4 come Danilo Gallinari (Sarebbe un cavallo di ritorno…) o Aaron Gordon.

 

Anche Portland e OKC, per motivi diversi, saranno tra i protagonisti del mercato. I Blazers, complice anche un calendario favorevole, hanno più o meno superato la crisi di inizio anno, ora attendono fiduciosi il ritorno in campo di Jusuf Nurkic, colonna del gruppo tanto sul parquet quanto nello spogliatoio. Con i contratti in scadenza di Whiteside e Bazemore si possono costruire diverse trade interessanti, si parla molto di Kevin Love, ma anche il Gallo potrebbe far comodo….

I Thunder invece sono tranquilli al settimo posto con il 50% di vittorie, nonostante un roster praticamente nuovo dopo la rivoluzione estiva. I rumors parlano di un Presti ancora disposto a cedere i vari Paul, Adams, Gallinari e Schroder, ma cosa succederà se nel frattempo il team continuerà a vincere? Donovan sta sperimentando molto nelle rotazioni, alla ricerca del migliore assetto. Con Gallinari e Adams più i tre playmaker (Cp3, SGA e Schroder) in campo i Thunder segnano praticamente 30 punti x 100 possessi in più degli avversari. e 26.6 contando solo i minuti con i 3 handler insieme. Sono tutti dati da prendere con le pinze, ma sarà comunque interessante vedere l’evoluzione di questo particolare gruppo, con tre giocatori fortissimi nell’uno contro uno, ed abbastanza altruisti da attaccare di volta in volta il match-up migliore.

Utah ha smosso le acque per prima, mandando Dante Exum e due seconde future a Cleveland per mettere le mani su Jordan Clarkson, guardia che potrà aiutare sopratutto dal punto di vista realizzativo una second unit che è penultima NBA per punti a partita.

 

SELLERS

 

-Il discorso dei Sellers va legato a quello sul tanking, e ai suoi nuovi confini….

La scorsa Lottery, la prima con il nuovo sistema, ha mostrato immediatamente che ci sono i presupposti per fare bingo anche partendo da una posizione svantaggiata. Proviamo ad ipotizzare un finale di regular season con team X e team Y a pari record per l’ottavo posto a Est con una manciata di partite da giocare. Il ‘premio’ per chi la spunta nel mini-sprint finale è una serie presumibilmente contro Giannis e i suoi Bucks, o comunque contro la miglior squadra della Conference. Chi perde invece finisce in lottery, con la ‘Nuova’ Lottery….Cosa succederà a quel punto? Siamo sicuri che uno scenario del genere non sia realistico? Già da ora, ma sopratutto guardando al ‘doppio-draft’ del 2022, quando i liceali avranno nuovamente la possibilità di saltare il college e sbarcare direttamente tra i Pro.

Il double-draft e la classe di Free Agent 2021 sono l’orizzonte cui le franchigie non ancora pronte per competere guardano con fiducia, le due date in cui gli equilibri della NBA potranno cambiare.

Nella Eastern la franchigia che potrebbe vendere i suoi veterani è senza dubbio New York, che, una volta fallito l’assalto ai Big la scorsa estate, ha firmato diversi atleti con un annuale più team option. I vari Ellington, Gibson, Portis e Payton, ma anche Morris e Randle, unico del gruppo con contratto garantito anche per il 2020/21.  A Cleveland, ceduto Clarkson, c’è fermento intorno al nome di Kevin Love, da seguire in chiave mercato anche  Thompson e Henson.

Invece, nonostante il record a dir poco deficitario, pare che Atlanta voglia provare ad agguantare il treno dei playoff, o comunque a migliorare il roster. Probabilmente anche i Magic vorrebbero aggiungere un ‘pezzo’ che possa aiutare Gordon e compagni sopratutto nella fase offensiva.

 

Passando alla West Coast, Golden State ha sempre un bel jolly come D’Angelo Russell, e giocatori dal valore minore che potrebbero fruttare al massimo qualche seconda scelta.

L’altro ‘Seller’ sono i Grizzlies, il cui principale interesse rimane quello di dare spazio e responsabilità ai giovani, con il trio Morant-Jackson Jr-Clarke che migliora a vista d’occhio. Crowder è il candidato n.1 per una cessione, ma il nuovo Front Office sembra sia un osso decisamente duro nelle trattative, quindi è meglio non dare nulla per scontato…

 

Le altre attualmente fuori dai playoff, per ora hanno ogni intenzione di provare a recuperare terreno. La stessa New Orleans, penultima, non ha intenzione di ‘mollare’ la stagione, almeno non prima di aver visto il roster al completo. Basterà Zion a risollevare le ambizioni di un team sulla carta ricco di talento, ma dagli equilibri fragili e con poca predisposizione al sacrificio? Intanto Griffin ha escluso la possibilità di una cessione di Jrue Holiday, nonostante l’ex UCLA sia uno dei giocatori più appetibili tra quelli potenzialmente sul mercato. Per i Pelicans è il leader, la stella designata, ed è felice di vivere nella Big Easy. Difficile trovare una guida migliore per il gruppo di prospetti assemblato in estate da Griffin.

 

Come detto all’inizio, i risultati di Gennaio saranno decisivi nel ‘suggerire’ ai vari Front Office come muoversi negli ultimi giorni prima della deadline.

In un mese potrebbe succedere veramente di tutto…

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