NBA Focus: Preseason Thoughts

Uno sguardo alle possibili rotazioni di alcuni team.

La preseason NBA non è il contesto ideale per trarre conclusioni. Le stelle giocano al piccolo trotto, mentre i nuovi cercano di inserirsi. I giovani e gli atleti con contratto non garantito invece cercano di farsi strada nella speranza di strappare un posto in rotazione, o anche solo nei 15.

I principali motivi d’interesse riguardano quasi sempre le scelte dei coach sul supporting cast, su quei giocatori che devono esaltare pregi e nascondere le debolezze delle varie superstar.

Dopo una offseason così movimentata poi, tanti team sono alla ricerca dell’assetto ideale per massimizzare il talento a propria disposizione.

Vediamo quindi alcune delle situazioni più incerte e/o interessanti:

 

Portland Trail Blazers

 

Oshley ha praticamente rivoluzionato il gruppo di giocatori a supporto del duo Lillard-McCollum.

Sono quindi diversi i nodi da sciogliere per coach Stotts, a partire dalla coppia di ali dello starting five.

Al debutto in preseason è andato con Rodney Hood e Zach Collins, mentre nella seconda partita (senza diversi starter) è stato Mario Hezonja a fare coppia con Hood. Da non sottovalutare anche l’opzione Kent Bazemore da terzo esterno,  soluzione che consentirebbe a Hood di guidare la second unit. L’ex Duke è a suo agio nel pick’n’roll, sia come scorer che come creatore. Zach Collins sembra il favorito per lo spot di power forward, ma dovrà dimostrare di poter reggere il passo in difesa anche a 7 metri dal canestro. 

I movimenti estivi hanno spianato la strada ad Anfernee Simons, comboguard tanto giovane quanto talentuosa. Sarà lui la terza guardia dietro le due star, oltre ai punti –Che segna in tanti modi, compreso un notevole tiro dal palleggio– dovrà aiutare a far girare la squadra. Probabile che Oshley cerchi comunque un handler più esperto sul mercato,o nella ‘Buy-out season’.

 

Boston Celtics

 

Se il passaggio da Irving a Walker potrebbe rivelarsi relativamente indolore,  quello da Al Horford a Enes Kanter è apparso immediatamente come un netto downgrade.

Il centro turco ha pregi e difetti ben definiti, che mal si sposano con l’evoluzione del gioco.  Con gli starters serve un altro tipo di giocatore, che sia in grado di aiutare i compagni e di proteggere il ferro.

Inoltre un utilizzo di Kanter da sesto uomo dovrebbe aiutare una second unit sulla carta deficitaria per quanto riguarda il talento offensivo.

I vari Robert Williams, Daniel Theis e Vincent Poirier sembrano decisamente più adatti al compito richiesto al big man che completerà lo starting five. Chi di loro lo farà,e per quanti minuti, è l’incognita principale intorno al quale gira la stagione dei verdi.

 

Golden State Warriors

 

In attesa della guarigione di Klay Thompson, Steve Kerr dovrà scegliere la sua small forward titolare tra Alec Burks, Glenn Robinson III e Alfonzo McKinnie.

Auguri….

 

New York Knicks

 

In regia ci sono tre opzioni: Elfrid Payton, Dennis Smith Jr e Frank Ntilikina. L’ex Pelicans sembra il favorito, per via della sua maggiore disponibilità a far ‘mangiare’i suoi compagni. Smith Jr però ha appena 22 anni, non ha paura delle responsabilità, e quando è in giornata può battere qualsiasi difesa.  Payton è la soluzione forse meno rischiosa, ma anche quella con meno potenziale. Ntilikina parte indietro, però dalla sua ha la possibilità di giocare anche in altri ruoli.

 

-Ai Nets bella sfida tra Taurean Prince e Rodions Kurucs per il posto di power forward. L’ex Atlanta ha iniziato benissimo, realizzando addirittura 14 delle prime 19 triple tentate. Ottimo Jolly pescato da Sean Marks a prezzo di saldo.

 

-New Orleans meriterebbe un post a parte, vista la lunga serie di decisioni che dovrà prendere Gentry.

In più occasioni il coach ha dichiarato che sarà il campo a dettare le gerarchie, se così fosse aspettiamoci più spazio del previsto per Nickeil Alexander-Walker, versatile rookie da quasi un punto al minuto con ottime percentuali e tanto altro nelle prime 3 partite dei Pelicans.

 

-Rick Carlisle è un maestro nel fondere al meglio il talento distribuito nel roster. Come Portland, anche Dallas ha pensato principalmente al supporting cast in estate. In questo senso vanno letti gli arrivi di Seth Curry, Boban Marjanovic e Delon Wright. In attesa che Porzingis dia le garanzie necessarie (oltre che la disponibilità) per giocare da unico lungo, potremmo vedere una girandola di terzetti intorno alle due star europee. Wright sembra l’unico sicuro del posto, per via della sua versatilità in difesa. 

 

-Primi sprazzi di talento purissimo da parte di Michael Porter Jr a Denver. Lo spot di ala piccola dello starting five per ora sembra in mano a Torrey Craig, ma dietro scalpita questo ragazzone, e ci sono anche Juancho Hernangomez e Will Barton. Chi vuole spodestare Craig dovrà dimostrare di avere almeno la stessa energia nella propria metà campo.

 

-A Los Angeles sponda Clippers c’è un duo fenomenale, di quelli che non possono non partire con i favori del pronostico. Occhio però alle scelte di Doc Rivers nel frontcourt, con Harrell che ormai è una certezza, e due ottime pedine come Green e Harkless. 

Quando saranno al completo sarà uno spettacolo vederli difendere.

 

-Chiudiamo con i Kings, che promuovendo Bagley a 4 titolare rischiano di modificare troppo gli equilibri raggiunti lo scorso anno con Barnes.

L’ex ala di Dallas da finto lungo è un valore aggiunto, grazie alla sua abilità nell’uno contro uno da post e mid-post, e all’abitudine di difendere su avversari più alti. Bagley ha altre doti, è velocissimo, una vera furia a rimbalzo, e trova il canestro in mille modi con la sua preferita mano sinistra. Ma non è (ancora) pericoloso dalla lunga distanza, e non è affidabile come Barnes contro la difesa schierata. Chissà che Walton poi non decida di provare una versione californiana del Death Lineup, con l’ex Duke, Barnes, Fox, Hield e Bogdanovic…

Commenta