NBA Focus: Joker e i Denver Nuggets

Nonostante i molteplici infortuni i Denver Nuggets sono secondi a Ovest con 38 vittorie in 56 partite

 

Abbiamo superato la boa delle 50 partite, e nei quartieri alti della iper-competitiva Western Conference c’è un team con le seguenti caratteristiche:

1- Con poco più di 24 anni di media è il quarto più giovane della lega

2- Non ha avuto praticamente mai il roster al completo, lunghi periodi senza ben 3 titolari

3- Su 17 giocatori sotto contratto (two-way compresi) ben 10 sono stati scelti al secondo giro o addirittura undrafted, e uno solo in top10.

4-Ha praticamente la stessa rotazione dello scorso anno, in cui è stata mancata in extremis la qualificazione ai playoff.

[pb-team id=”106″]

Sono loro, i Denver Nuggets .

Sappiamo di aver avuto più infortuni di tutti, almeno in parte questo diventa una cosa positiva se in panchina hai giocatori giovani che non hanno paura, e che sono pronti a sfruttare un’opportunità

Coach Michael Malone non cerca alibi, anzi, cerca di sfruttare la situazione per far sentire tutti coinvolti e tutti importanti.

E in effetti ognuno dei giocatori in rotazione ha preso al volo l’occasione di lasciare un’impronta tangibile su una o più partite.

Chiaramente è tutto più semplice quando il tuo miglior giocatore è anche il più altruista di tutti, quasi fino all’eccesso.

Nikola Jokic è un vero e proprio artista del gioco, ama premiare i movimenti off the ball dei suoi compagni, che a loro volta  cercano di liberarsi con più cattiveria agonistica, proprio perchè sanno che Joker troverà il modo per servirli.

Il serbo, che spesso ha detto di considerarsi un playmaker di 2.15, è talmente spettacolare come gestore dell’attacco che finisce per esser sottovalutato nelle altre fasi del gioco in cui eccelle.

Come realizzatore ad esempio, è una furia sia in post che nel tiro dalla media/lunga distanza, mano morbidissima e tecnica da vendere, ma in passato non aveva mai mostrato il killer instinct che è proprio dei grandi scorer.

Non fa parte della sua natura, e probabilmente questo non cambierà,ma il team ha avuto bisogno anche e soprattutto dei suoi punti per ovviare alle molte assenze, e lui non si è tirato indietro.

I Nuggets hanno vinto 22 delle 32 partite ‘clutch’ giocate finora, con Jokic come prima opzione, con un usage superiore rispetto a quello che fa registrare nel corso dei 48 minuti: “Lo  scorso anno cercavamo di sorprendere gli avversari con più opzioni in queste situazioni, ora tutti sanno che Nikola è il nostro closer”.

In difesa il suo compito nei giochi a due è cambiato, lo scorso anno indietreggiava per non concedere l’area, ora invece cerca di ostacolare il ball handler per consentire al suo compagno di recuperare. Sia lui che il team rimangono altalenanti nella propria metà campo, ma i progressi sono innegabili rispetto alla stagione precedente:

La progressione dell’attacco è piuttosto chiara, così come il declino della difesa, ed infatti Malone continua a chiedere ai suoi di cercare gli stimoli necessari per ritrovare quella identità difensiva necessaria per fare strada nei playoff.

[pb-player id=”61667″]

I suoi Nuggets, fatte le debite proporzioni, in attacco cercano di applicare tanti dei principi dei campioni in carica: Poche penetrazioni, ma tanto utilizzo del gomito, del post e del pitturato come fonti del gioco più che come modo per mettere punti a referto. Chiaramente questo dipende in gran parte dalle caratteristiche dei due scorer principali, Joker appunto, e Jamal Murray. Il vestito è -giustamente- cucito su misura per loro, con il supporting cast sempre in movimento per mantenere impegnate le difese.

 

Appare quasi riduttivo il nome supporting cast per il resto della rotazione, vista il notevole peso specifico di praticamente tutti i giocatori in rotazione (togliendo qualunque giocatore, Jokic compreso, il net rating rimane sempre positivo).

Sono ben 11 i giocatori impiegati almeno 18 minuti a partita, e, come ribadito prima, tutti stanno fornendo un notevole contributo alla causa.

Per evitare di dilungarci troppo, ecco qualche ‘pillola’:

 

-Murray è uno shotmaker eccellente che con il tempo non potrà che migliorare ulteriormente, ha carattere e personalità da vendere, e spesso finisce per essere il barometro del team. Nelle vittorie realizza 20.1 punti con il 45% dal campo ed il 41% da tre, nelle sconfitte appena 15.2 con il 37% ed il 24% dalla lunga distanza. Urge trovare continuità, ma è giusto dire che spesso ha giocato condizionato da un problema alla caviglia.

[pb-player id=”14060″]

 

-Nuggets 15-1 quando Paul Millsap tira almeno il 50% dal campo. A 34 anni il versatile big man ha capito di non poter essere più al centro delle operazioni in attacco, ma rimane importantissimo con la sua leadership e l’ attenzione ai dettagli su entrambi i lati del campo.

[pb-player id=”37536″]

-Solo i Warriors producono più punti da assist

 

-Monte Morris e Malik Beasley sono tra i migliori della lega nei tiri in catch and shoot e per minor percentuale di palle perse

[pb-player id=”46130″]

-Morris ha ripreso le buoni abitudini mostrate ad Iowa State, è primo nella lega con un incredibile 6.3 di rapporto tra assist e palle perse. Non sbaglia una scelta ed ha fiducia nel suo tiro, Isaiah Thomas dovrà sudare se vorrà superarlo in rotazione (pronostico, no way…)

 

 

– Beasley quando parte con gli starter segna 17.3 punti con il 56% dal campo ed il 52% da tre, è principalmente grazie alla sua crescita che il team non ha sofferto troppo per l’assenza di Gary Harris .

[pb-player id=”72017″]

 

-Quest’anno funziona anche l’assetto con il doppio centro, +12 di net rating ed oltre il 55% di rimbalzi presi con Jokic e Plumlee insieme sul parquet. Il centro ex Portland ha nella visione di gioco la sua caratteristica principale in attacco, la circolazione di palla rimane fluida e con lui in area Jokic può cercare di più la strada del tiro da tre (sale da 3.7 a 5.8 il suo numero di triple tentate x 36 minuti quando gioca con Plumlee).

[pb-player id=”49594″]

 

-Torrey Craig, Juan Hernangomez e Trey Lyles (gli ultimi due meno coinvolti nell’ultimo periodo) hanno dato una ottima mano, ognuno con le proprie caratteristiche. Craig in particolare è l’uomo delle missioni speciali, il difensore da destinare sull’attaccante esterno più pericoloso. Il problema è che in attacco non è pericoloso, specialmente al tiro, e questo offre agli avversari la possibilità di chiudere l’area.

-La posizione nella griglia playoff sarà importantissima, il team di Malone ha il secondo miglior net rating (+12.3) e la miglior percentuale di vittorie negli home games, mentre in trasferta hanno net rating negativo e un record del 50% di vittorie.

 

-In questa NBA alla fine spesso tutto si riduce alla precisione nel tiro da 3, Jokic e company hanno vinto 25 delle 28 partite in cui hanno segnato da fuori con più precisione degli avversari, e appena 12 delle 27 in cui è successo il contrario…

Commenta