NBA Focus: Golden State Warriors

Uno sguardo alla prima parte di regular season dei campioni in carica, e al motivo per cui non è il caso di dubitare del loro valore....

Questa particolare versione dei Warriors, probabilmente anche a causa dei vari infortuni, appare diversa dalle precedenti. Di certo non ha quell’aura di imbattibilità che si è portata dietro nelle ultime due annate.
La parola chiave è appare, dato che i campioni in carica hanno ancora tanto margine di miglioramento, a prescindere dall’incognita (potenzialmente devastante, sia nel bene che nel male….) DeMarcus Cousins.
L’idea di base è sempre quella di sfruttare l’enorme talento offensivo delle tre star sul perimetro, con Draymond Green a premiare i tanti e variegati movimenti off the ball dei suoi compagni. Il modo in cui ci si arriva è abbastanza diverso.
Curry e compagni sono ultimi nella lega con 39.9 punti a partita nel pitturato, quasi meno in 20 dei New Orleans Pelicans. Niente di strano, con quei tiratori che si ritrovano….Ma sono aumentati esponenzialmente i tiri presi dopo aver palleggiato almeno 3 volte (dal 23 al 27% dei totali) e i tiri da due in pull-up (dal 18% al 23%), e di conseguenza sono diminuiti i canestri segnati su assist (dal 68% al 64%).
Mettiamola così, il coefficiente di difficoltà dei tiri che prendono è aumentato, ma non conta più di tanto quando hai tre realizzatori del calibro di Durant, Curry e Thompson.

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E`proprio quest’ultimo ad aver sofferto più di tutti fino ad ora, tanto da ‘rischiare’ concretamente di finire per la prima volta in carriera sotto il 40% nel tiro dalla lunga distanza. Anche il motivo delle sue percentuali va ricercato nella diversa distribuzione dei tiri:
E`passato dal 63% al 54% dei suoi tiri totali presi senza mettere palla a terra
Le triple con almeno 4 piedi di vantaggio sul difensore sono scese dal 35% al 29% dei suoi tiri totali
Dal 73% al 66% dei tiri presi entro i due secondi da quando riceve palla
Per finire le sue shot dashboard:

2017/18

2018/19

Con il ritorno di Green a pieno regime la situazione dovrebbe cambiare, la sua visione di gioco è fondamentale per semplificare il lavoro delle tre punte.

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I numeri sono lì a testimoniarlo, ecco le % combinate dei tre con e senza Green:

E i dati del team, nella stessa situazione:

Curiosamente quello che ne “guadagna’’ di più dalla presenza dell’ex Michigan State è il suo presunto nemico Kevin Durant, che scollina oltre il 60% dal campo quando divide il campo con lui e gli Splash Brothers.’

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Lui e Curry sono chiaramente di una diversa galassia quando si tratta di creare canestri e segnare tiri impossibili.
Curry è primo NBA, e Durant quinto, in una statistica chiamata Created Points Over Expectation , che cerca di quantificare appunto la capacità nello ‘shot-making’(spiegazione completa).
Thompson è meno adatto di loro a ‘mettersi in proprio’, ed infatti è lontanissimo con un CPOE negativo, per questo sarà lui il maggiore beneficiario del ritorno in campo di Green-.

A questi Warriors non serve Cousins per tornare a sembrare imbattibili, hanno bisogno solo di avere tutti i giocatori chiave al loro posto. Poi, se dovesse funzionare anche l’inserimento di Boogie, il terzo anello consecutivo diventerà ancor di più una semplice formalità….

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