Nasce su Radio Digitale Bologna: “A tutta Fortitudo”. Intervista con Daniele Cinciarini

Nasce su Radio Digitale Bologna: “A tutta Fortitudo”. Intervista con Daniele Cinciarini

La nuova rubrica di Radio Digitale parte con l'intervista alla guardia della 'Effe'

Ecco il basket targato “Fortitudo” fare il suo esordio su Radio Digitale, la radio di Bologna per Bologna, con un contenitore che analizza la partita appena giocata e che proverà a leggere quella che si disputerà nel weekend successivo attraverso gli interventi dei giocatori e degli addetti ai lavori.

Inoltre ci saranno tante informazioni utili per i tifosi, dalle attività di “Casa Fortitudo” alle info per biglietteria.

-Daniele Cinciarini con quale spirito hai affrontato questa nuova esperienza in serie A?

“Per me non è una novità, infatti ci sono stato ben 11 anni, ovvio che quest’anno mi ripresento dopo due anni di A2, in cui sono riuscito a riportare la Fortitudo assieme ad altri compagni di squadra nel palcoscenico che più le competeva. Posso affermare che ho ritrovato questa A1 molto più atletica che tecnica, però con il fatto che sono arrivati giocatori del calibro ad esempio di Teodosic il livello si è notevolmente alzato”

-Chi ti ha impressionato di più dei tuoi compagni?

“Posso dire che li conosco bene tutti, infatti con alcuni avevo già giocato in squadra, con altri, invece, avevo giocato contro. Mi hanno stupito in positivo, perché ognuno di loro ha un qualcosa di diverso dall’altro.

Sims, ad esempio, è un personaggio, un professionista serio che si allena sempre, fuori della palestra scherza, ride, ha poco della mentalità americana e molto di quella nostra europea”.

-Adesso un paio di domande ricalcando lo stile delle “Iene”.

-Nome?

“Daniele”.

-Stato civile?

“Sposato”.

-Tua moglie era una tennista?

Sì, era nel gruppo della Pennetta e della Schiavone, prima che diventassero professioniste, era una promessa da giovane. Poi, purtroppo, il suo percorso è stato stroncato da un incidente stradale gravissimo”.

-Figli?:

“Samut, nata rigorosamente a Bologna”.

-Giocherà a basket?

“Il Dna è quello, a noi piacerebbe, ma ovviamente non la obblighiamo, sicuramente avremmo piacere che fosse una sportiva”. 

-Se non avessi giocato a basket cosa avresti voluto fare?

“A me piacciono molto le lingue, quindi ero molto vicino a fare all’Università un percorso linguistico. Attualmente parlo: francese, inglese, spagnolo e ultimamente mi sto cimentando a imparare il cinese”. 

-Il tuo idolo come giocatore?

Ne ho vari tra i quali Kobe Brain Bryant, che ho conosciuto di persona in un camp della Nike a cui ho partecipato tra i migliori talenti quando avevo 14 anni, mi piaceva anche Tyson per la sua cattiveria sul ring”.

-Se non avessi fatto basket quale sport avresti scelto? 

“Mi sarebbe piaciuto tanto il tennis, che avevo iniziato da piccolo, forse era anche nel mio destino, datosi che mia moglie era una tennista. D’estate, quando dobbiamo tenerci in forma per l’inverno, ci gioco un po’con gli amici, oltre che a beach volley”.

-Musica preferita?

“Italiana quando sono con mia moglie e straniera quando sono da solo o con gli amici, non ho un cantante preferito”. 

-Piatto preferito?

“Pappardelle al cinghiale, al secondo posto lasagne alla bolognese”.

-Hai un coro personalizzato?

“Si quello che mi dedica sempre la Fossa”.

-Compagno preferito?

“Sto bene con tutti”.

-Film preferito?

“Collezionista d’ossa”. 

-Cosa fai nel tempo libero?

“Avendo una figlia e una pastore scozzese che tutti chiamano Lessy, sto con la famiglia per lo più, e poi anche con la play station, infatti con alcuni compagni di squadra di ora e di un tempo ci sfidiamo nei giochi di guerra”. 

-Derby?

“Sono felice che è ritornato il derby perché è la partita che attrae di più di tutto il campionato italiano”.  

-Derby di famiglia?

“Dopo due anni torno a sfidare mio fratello, con cui mi sono trovato avversario per vari anni, sono felice sia io che i nostri genitori, anche loro sono stati cestisti, mia madre ha giocato  fino alla serie B, mentre mio padre ha fatto diversi anni la A con la Scavolini Basket Pesaro, anche mio nonno ha giocato in B, dunque devo dire che ero un po’un predestinato”. 

-I paragoni con tuo fratello ti infastidiscono?

No, assolutamente, ho una grande stima di lui, soprattutto perché per me è un vero playmaker, uno dei più bravi in circolazione, uno di quello che fa prima gestire la squadra e non pensa solo a tirare”. 

-Cremona?

“La città in cui sono nato, dove ho vissuto i primi tre anni di vita, perché mio padre giocava lì e poi, soprattutto, mi fa venire in mente che dobbiamo riprendere il nostro cammino vittorioso dopo la sconfitta in casa con Brescia”.

-Sconfitta con Brescia?

“Penso che con loro la sconfitta ci sta, non abbiamo giocato la nostra migliore partita, soprattutto in difesa, siamo ancora work in progress, ci manca sicuramente l’identità della difesa, ma va considerato anche il fatto che era la prima volta che giocavamo tutti assieme, poi che loro hanno giocato molto di fisico”. 

-Di quelle incontrate?

“Mi ha sorpreso, per il rapporto qualità prezzo tra le prime sette incontrate, sicuramente Varese, allenata molto bene da Caja”. 

-Cosa ti ha colpito di Bologna?

“Bologna offre tutto quello che una città grande può dare, hai tutto e tutto molto vicino. Mi piace molto il centro, quest’area di derby, quando cammini c’è un’aria speciale, qui è proprio Basket City. Poi, una volta alla settimana, scelgo un posto dove vado a mangiare con la famiglia o con gli amici e spazzolo via tutto. Dopo, ovviamente, faccio i salti mortali in palestra per bruciare il tutto. 

-Come giudichi questo inizio?

“In linea di massima molto positiva, il primo colpaccio era difficile a Pesaro, abbiamo battuto i campioni d’Italia di Venezia, abbiamo avuto anche qualche problema di infortunio, ovvio abbiamo fatto per ora solo 7 partite e abbiamo preso con 4 vittorie un po’di punti sulla parte bassa della classifica”.

Fonte: Radio Digitale.

Commenta