Moretti: “La partita sul piano emotivo si è aperta già nel secondo quarto”

Moretti: “La partita sul piano emotivo si è aperta già nel secondo quarto”

Il coach analizza la sconfitta di Masnago: "Quando hai così pochi possessi rispetto ai tuoi avversari, vai sotto a rimbalzo, perdi tanti palloni che si trasformano in punti facili, tutto diventa complicato".

Coach Moretti, in sala stampa a Varese, analizza con lucidità la sconfitta: “Per la partita di stasera, sostanzialmente avevamo due idee: per l’attacco cercare di gestire nel miglior modo possibile la loro pressione, per la difesa interrompere il ritmo, la grande capacità di muovere il pallone che loro hanno quando giocano buone partite in attacco. Con onestà devo dire che solo a tratti siamo riusciti a farlo: difensivamente i primi 15 minuti di partita li abbiamo messi in difficoltà, solo che il nostro attacco ha mosso poco la palla, ci siamo intestarditi a palleggiare e contro una difesa così fisica ed aggressiva, questo non ci ha dato possibilità di trovare buoni tiri. Poi siamo anche un po’scesi di testa in alcune situazioni: abbiamo commesso errori e falli sciocchi e la partita sul piano emotivo si è aperta già sul finire di secondo quarto. C’è stata una buona volontà e un buon sacrificio, ma alzare la testa ed essere sotto di 13 all’intervallo è stato frustrante. E’chiaro che quando hai così pochi possessi rispetto ai tuoi avversari, vai sotto a rimbalzo, perdi tanti palloni che si trasformano in punti facili, tutto diventa complicato”.

Moretti prova poi ad andare oltre: “Le vicende adesso possono anche svilupparsi, stando a cosa si legge, in maniera diversa -spiega il coach- ma a ora la nostra stagione è purtroppo finita. Torniamo a Pistoia con grande rammarico, poi mercoledì vedremo cosa succederà, ma di sicuro torneremo in palestra con la volontà di onorare fino alla fine il nostro campionato. Pentito di aver accettato questa sfida? No -afferma Moretti- è stata una scelta d’istinto e di cuore più che di testa: non ho pesato più di tanto l’aspetto tecnico, il calendario o il fatto che non avremo potuto fare mercato. Ho passato otto mesi difficili a Siena e quindi mi piaceva l’idea di rimettermi in discussione allenando, visto che da dicembre non si parlava più di basket. Questa mia parte di stagione si è decisa dopo la sconfitta interna con Torino, la squadra che noi abbiamo provato a mirare per conquistare la salvezza: prima di quella partita c’era ancora l’impatto emotivo del mio arrivo, si respirava un’aria positiva dopo la vittoria con Bologna… Persa quella sfida, poi nelle quattro partite successive abbiamo messo in campo quello che avevamo”…

Il finale, il coach lo riserva per un bilancio a caldo: “Onestamente pensavo di incidere un po’di più e questo è un po’nell’ego di ogni allenatore. Alessandro Ramagli non è uno sprovveduto, è un grandissimo coach: se lui non è riuscito a fare meglio in 24 partite, forse da parte mia c’è stata un pizzico di presunzione e magari ho delle responsabilità per non essere riuscito a dare un’ulteriore spinta in queste sei partite. C’è frustrazione, ma non credo che l’encefalogramma della squadra sia piatto: stasera c’è stata una buona emotività in campo, ma noi in questo momento siamo questi. Dobbiamo forse avere una maggior durezza, sia mentale che fisica, per non scollarci, avremo forse bisogno di incontrare una squadra meno motivata di come lo era stasera Varese, e purtroppo Avellino lo sarà forse anche di più… Abbiamo dei limiti: è chiaro che cercheremo di dare tutti il massimo, io ci sarò, vedremo chi mi seguirà ma sono certo che come sempre l’impegno non mancherà”.

Fonte: Ufficio Stampa Pistoia Basket.

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