Milano, Messina: “Mack e Rodriguez saranno gli autisti del nostro autobus”

Milano, Messina: “Mack e Rodriguez saranno gli autisti del nostro autobus”

Il coach e presidente della squadra biancorossa ha presentato i temi della nuova stagione ai media.

Lunga conferenza stampa “all’americana” per Ettore Messina, che ha incontrato i giornalisti prima dell’allenamento pomeridiano per fare il punto sull’estate dell’Olimpia Milano e sulla prossima stagione. Tanti i temi trattati, con il mercato in primo piano.

Il passaggio da Mike James e James Nunnally a Shelvin Mack e Sergio Rodriguez: James e Nunnally sono due ottimi giocatori. Sono sicuro che faranno molto bene dove sono andati, sicuramente ci vorranno fare 40 punti se dovessero giocare contro di noi, ma sono molto contento di avere qui Mack e Rodriguez, che sono due giocatori che fanno esattamente al caso di quello di cui abbiamo bisogno. È stata una scelta onnicomprensiva, riteniamo che siano le persone e i giocatori adatti per questa squadra. Non sono interessato più di tanto a parlare del passato, guardo avanti con quelli che ho. Ho parlato molto presto con Sergio Rodriguez, l’idea di riaverlo mi piaceva tantissimo, e Shelvin Mack era un giocatore che avevo provato a portare in Europa già ai tempi di Mosca, ma poi firmò con Atlanta. Ero aperto all’idea di andare avanti con un roster simile a quello dell’anno scorso, parlando con tutti ho fatto le mie scelte.

Su Arturas Gudaitis: L’ho trovato tutto sommato bene, considerando che sono passati solo sette mesi dall’operazione. Ha un controllo verso il 10 settembre ma mi sembra che stia andando abbastanza bene, anche se non sono in grado di quantificare quando potrà giocare la prima partita o il primo allenamento con contatto con la squadra. Ieri ha fatto tutta la parte senza contatto, anche a tutto campo, e l’ha fatta molto bene.

Su Christos Stavropoulos e sul doppio ruolo da coach/presidente: Stavropoulos ha preso possesso del ruolo molto bene, ha gestito le trattative ed è stato fattore importante nel concluderle. Sono felice del suo lavoro e di averlo con me. Non avevo mai scelto il gm in vita mia, o coordinato tutto l’ufficio dal marketing al ticketing alle iniziative collegate o a coordinare lo staff sanitario: c’è stato tanto da fare.

Sugli obiettivi stagionali: Playoff di EuroLeague e scudetto son gli obiettivi che una società come l’Olimpia deve puntare, poi in precampionato si diffonde l’idea che ‘bisogna farlo’. Noi pensiamo di poter competere per questi obiettivi.

Su un possibile ritorno di Bruno Cerella: Abbiamo pensato di riportarlo a Milano? Onestamente sì. Ma ho scoperto che era sotto contratto con Venezia e non volevo iniziare la prima stagione in Italia dopo tanti anni andando a rompere le scatole alla società campione d’Italia non mi sembrava molto elegante.

Sull’ipotesi legata ad Alessandro Gentile: La squadra è completa.

Su Shelvin Mack e il suo ruolo nella nuova Olimpia: L’abbiamo preso per farlo giocare tanto. Lui e Sergio Rodriguez sono i guidatori di questo autobus e alternandosi o insieme sono quelli che dovranno portarlo a destinazione.

Sui tanti giocatori NBA arrivati in EuroLeague: L’arrivo di questi giocatori sta a testimoniare l’interesse che c’è in campo e fuori per l’EuroLeague. Vista da fuori per cinque anni è una lega che ha nelle partite il prodotto migliore, ci sono tantissime persone in America che guardano le partite. L’ultimo a dirmelo è stato Stan Van Gundy dieci giorni fa. C’è un grande interesse e tanti vorrebbero fare più strada possibile, i budget sono importanti. Quello che farà la differenza saranno la coesione e la capacità di superare i momenti difficili come ha detto ieri Sergio.

Sul ritrovare il ruolo di capo-allenatore dopo cinque anni: Mi è mancato soprattutto nell’ultimo anno. Popovich lo sapeva, gliel’avevo detto. Mi mancava non tanto essere il capo che decide gli schemi, ma l’avere la mia squadra, il mio staff e il provare a rendere mie le cose imparate stando vicino al più bravo di tutti: non le puoi duplicare, ma Pop è stato una fonte quotidiana di informazioni.

Su Gregg Popovich e l’avventura con Team USA: È preoccupato, perché non c’è stato giorno quest’anno in cui non pensasse a quello, perché vuole fare bella figura. È molto contento però, si sta divertendo da matti.

Sulla preparazione dell’Italia al Mondiale: Sarei più preoccupato se fossi lì, soprattutto del fatto che Datome e Gallinari non hanno ancora giocato una partita e che rientreranno all’ultimissimo momento. Ieri sentivo un commento di Meneghin che diceva piuttosto alle partite di preparazione dove ti mancano quattro giocatori devi pensare più in avanti.

Sul possibile arrivo di Gigi Datome: Abbiamo pensato a lui come primo giocatore, per motivi non solo tecnici. Ma era già vincolato al Fenerbahce e aveva dato la sua parola a Obradovic e Gherardini.

Sulla costruzione della squadra: Abbiamo guardato all’esperienza dei giocatori che siamo andati a prendere, ma non è stato questo il fattore decisivo: è stato l’avere parlato con gli allenatori, con i compagni di squadra, con tantissima gente per conoscere al meglio le persone. Aaron White ci da un quid di atletismo e velocità che ci farà bene, può giocare insieme a Jeff in quintetti molto versatili contro squadre che si schierano mezzi lunghi. In questo assetto potrebbe essere importante anche l’apporto di Biligha. Roll è un giocatore importante anche perché Nedovic sta recuperando da un infortunio che si trascina un po’dall’anno scorso, siamo fiduciosi ma avrà bisogno ancora di qualche settimana.

Sulle scelte di rotazione: Piuttosto che creare rotazioni diverse tra Italia e EuroLeague. Il vantaggio di una squadra lunga, che voglio scoprire strada facendo perché non ho mai allenato una squadra così con tante partite ravvicinate, può essere quello di alternare i minutaggi, così che tutti sapranno di avere chances a disposizione. Non mi spaventa l’idea di avere pochi allenamenti a disposizione e tante partite perché ho avuto la possibilità di fare uno stage di cinque anni con il più bravo di tutti.

Sulla Virtus Bologna: Ha fatto una cosa politicamente molto importante, prendendo un giocatore come Teodosic e dando un segnale ai suoi tifosi, alla città, al campionato. Con acquisti così il livello della Serie A si alza, bisogna ringraziare i grandi proprietari, come il nostro: una persona che ha una passione enorme. E anche squadre che hanno mantenuto il livello alto, anche in Europa, come Venezia e Sassari.

Sul rinforzato nucleo italiano: È un concetto, reso importante anche dall’arrivo di Riccardo Moraschini, sostenuto fortemente da Stavropoulos, che all’Olympiacos ha sempre cercato di mettere insieme un nucleo di greci importante.

Sul “caso” Olympiacos: Non so dire se sarà un vantaggio, per loro, fare soltanto l’EuroLeague. Rispondendo d’istinto ti direi di no, ma facendo una controdomanda: in passato giocavano in un campionato dove le partite di livello erano tantissime, sicuramente arriveranno più freschi e riposati.

Su David Blatt: Ho parlato con lui proprio oggi pomeriggio. Mi ha colpito moltissimo, perché è l’ennesima dimostrazione di come ci affanniamo nel nostro lavoro pensando che tutto giri attorno a certi momenti, e poi improvvisamente un giorno ti rendi conto che ci sono cose molto più serie. Ha avuto una forza d’animo notevole, innanzitutto a condividere la sua storia col mondo, poi a volere continuare il suo lavoro come ogni giorno.

Sull’assenza dei Nazionali: Siamo “fortunati” perché rispetto ad altre squadre abbiamo molti giocatori con noi, e questo ci permette di fare una preparazione fatta bene, sperando di recuperare presto Arturas e Nemanja. Mi aspetto di ritrovarli (i nazionali, ndr) molto stanchi mentalmente e fisicamente; purtroppo non avremo il tempo di dare loro riposo. Mi aspetto anche di trovarli ansiosi e desiderosi di riconquistare il posto in squadra. Anche se egoisticamente è contro il mio interesse, spero per loro che tornino più tardi possibile.

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