Milano doma Pesaro solo nel finale

Milano doma Pesaro solo nel finale

Buon nuovo esordio per Giancarlo Sacco sulla panchina della sua Pesaro, che perde contro la ben più quotata Milano solo nel finale. Solo l'esperienza di Rodriguez e Scola scava il solco decisivo tra le due formazioni

PESARO – Perde ancora Pesaro, questa volta contro Milano in quella che è una classicissima del campionato italiano. Sono 11 sconfitte consecutive, ma questa volta c’è qualche motivo per non disperare in casa pesarese. Il licenziamento di Perego in settimana ha riportato Giancarlo Sacco sulla panchina della sua città, a distanza di 21 anni da quell’esonero che brucia ancora oggi (Stagione 1997-98: Pesaro in A2 era seconda in classifica quando lo cacciarono per Caja). E’ cambiato molto, ma di certo non la grinta e il coraggio, tanto di prendersi la responsabilità di una squadra reduce da 10 sconfitte consecutive e ancora al palo in campionato.  Barford, Pusica, Eboua, Chapman e Zanotti il quintetto di partrenza pesarese. Milano invecd schiera Mack, Moraschini, Roll, Biligha e Scola. La partenza è buona per la Carpegna Psociutto con due triple consecutive, ma la difesa fa acqua e Milano buca ogni pertugio. Sacco rimane a sedere, lasciando la guida a bordocampo al vice Calbini. Sul 6-12 scatta il primo time-out e qui a parlare è il 63enne esperto coach, appena insediatosi sulla panchina biancorossa. Pesaro torna a -2 (12-14) e coach Messina cambia 3/5 di quintetto inserendo Rodriguez, Della Valle e Tarczewski. Pesaro non ha altrettante armi in panchina, ma rimane a contatto. Il primo quarto termina 16-17. Si riparte, ma Pesaro smarrisce la via del canestro. L’Olimpia ringrazia e si porta agevolmente a +7 (16-23). Rientra in campo Leonardo Totè, ad oltre un mese e mezzo dall’infortunio alla mano. La Carpegna Prosciutto si scuote e si porta addirittura avanti (25-23 a 2’42”) con Barford e Mussini a dirigere. In seguito ad un’azione confusa (fallo fischiato a Totè) Rodriguez si fa fischiare tecnico per proteste. Il primo tempo termina con le due squadre quasi appaiate: 30-31. Al rientro si temeva l’accelerata milanese, invece Pesaro tiene dignitosamente il campo, grazie soprattutto a Totè e Chapman. Tarczewski impegna la difesa biancorossa, poi ci pensa Brooks da tre punti a scavare nuovamente il solco. 39-46 Armani Exchange e nuovo time-out pesarese. Non cambia nulla e il terzo quarto termina 46-52. I padroni di casa tornano arrembanti: Thomas e Mussini riportano Pesaro a -2 (50-52 a 7’39”). Pesaro torna avanti (55-54) e Messina abbassa il quintetto, con Scola da pivot. Rodriguez si mette in proprio portando la squadra sulle spalle, ma la Carpegna Prosciutto non ci sta. 59-59 a 3’30”. Lo spagnolo e Scola però fan valere il tasso di esperienza infinitamente maggiore rispetto alla banda di ragazzini agli ordini di Sacco. Barford da solo trova la forza di non mollare. 63-67 quando però mancano solo 30”. Rodriguez, sempre lui, congela il pallone e nonostante il fallo sistematico dei pesaresi, porta a casa la pagnotta. 65-71 il finale.

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