Mike D’Antoni a Luiss Sport Live Talk: “Mi si spezza il cuore per l’Italia”

Mike D’Antoni a Luiss Sport Live Talk: “Mi si spezza il cuore per l’Italia”

Il coach dei Rockets è stato ospite del talk show organizzato dall'università romana.

Appuntamento imperdibile, per Luiss Sport Live Talk, con Coach Mike D’Antoni dei Houston Rockets. Sono intervenuti oltre all’allenatore italo-americano: Paolo Del Bene, Direttore AS Luiss, e Riccardo Esposito, Viceallenatore Basket AS Luiss. Ha moderato l’incontro il giornalista Sky Sport24 Stefano Meloccaro.

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Qual è l’importanza della formazione per te?

Ogni allenatore deve avere il suo carattere: quello che propongo spero che funzioni, e funziona solo se i giocatori hanno buon carattere. Quando hai un gruppo forte, tutto è possibile. Ho avuto la fortuna di avere questi tipi di allenatore e dirigenti, (famiglia Benetton ad esempio). Sono cresciuto come persona e come allenatore.  Quando ero giovane, era fondamentale conciliare scuola e basket, ma anche adesso è importante, anche per coloro che giocano in NBA perché a 35 anni la carriera è finita e bisogna essere preparati. È importante essere un buon studente ed essere anche giocatore. Alzarsi dal letto ogni giorno per fare sempre qualcosa di buono e nuovo, alzarsi per andare all’università è fondamentale.

Tu che hai vinto tutto in Italia e in Europa come mai non hai vinto un titolo NBA?

È difficile, voglio sempre provarci e cercare di vincere. Ci sono solo grandissimi giocatori e allenatori in NBA: Speriamo di riuscirci in futuro.

Chi viene dal basket europeo ha una marcia in più in NBA?

Sono due mondi diversi, se uno allena bene in Europa è bravo anche in America. In NBA c’è comunque bisogno di “confidence”. Messina e Scariolo sono venuti e hanno fatti gli assistenti, giusto così. È tutto più complicato in USA: c’è un mondo dietro.

Quanto hai imparato da Dan Peterson?

Tantissimo. Ci sono mille insegnamenti che ho preso da lui, sono in debito con lui. Come tratto ora dal primo all’ultimo giocatore, faccio come faceva lui. È stato un grande allenatore. Si vinceva tutti insieme, e si perdeva tutti insieme.

Come fai a gestire tutti quei campioni?

per me il decimo uomo è importante come il numero uno. Io cerco di fare la famiglia, siamo tutti insieme, come una casa. Tutti vincono o tutti perdono, nessuno può fare da solo. Queste sono le grandi lezioni che ho imparato, in Italia, e che cerco di riportare qui. Alla fine chiaramente devono fare quello che dice l’allenatore tutto questo tra giornalisti, amici, partite perse, dobbiamo tenere forte e andare avanti.

Come si gestisce in particolare Harden?

I giocatori sono già motivati: non sono io che devo andare lì a motivarlo. James vuole vincere a tutti i costi. Il mio ruolo è collaborare con lui e con gli altri giocatori. Il nostro obiettivo è questo: lavoriamo insieme, parliamo e agiamo da squadra.

Ci puoi spiegare come le analytics sono diventate importanti nel Rockets?

Analytics è un “partner” ormai, sono importanti per capire se stiamo andando nella giusta direzione o se c’è qualcosa che non va. Bisogna arrivare in un punto in cui cuore e analytics vanno nella stessa direzione.

 

 

Qual è stato il giocatore più forte e il ricordo di Kobe?

E’ difficile dire chi è più forte, non è neanche giusto. Ho allenato diversi giocatori in diversi momenti della loro carriera. Kobe è stato incredibile, allucinante, un cervello incredibile. Ho allenato tantissimi ottimi giocatori, senza loro un allenatore solo non fa nulla.

Quale stile di gioco che ti piace di più?

A parte il mio? (ride) Io non ho inventato nulla. Ho avuto allenatori bravissimi e ho preso idee da loro. Io non avevo il talento di Steve Nash, ma se avessi avuto il talento avrei potuto giocare come volevo. Non ho una filosofia, prendo i giocatori e li metto insieme se devo cambiare qualcosa cambio, credo in questo. E soprattutto è importante aggiornarsi, perché tattiche che funzionavano prima ora non funzionano più e viceversa.

Come hai trascorso questo periodo? Quanto ti manca il basket?

E’ un momento difficile per tutto il mondo, mi si spezza il cuore per l’Italia. Noi e voi supereremo questo: dobbiamo lottare, è la vita. Ognuno di noi deve stare al sicuro e in salute per un mondo migliore domani.

Fonte: Luiss Sport.

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