Micov: Sono un giocatore smart. A Milano posso chiudere la mia carriera nel modo giusto

Micov: Sono un giocatore smart. A Milano posso chiudere la mia carriera nel modo giusto

La stella di AX Armani Milano: Vi racconto la rottura del mio rapporto con Sasha Djordjevic

Il leader di questa AX Armani Exchange Milano che cerca un posto importante ai vertici del basket europeo, si chiama Vladimir Micov. Ecco il serbo raccontarsi dalle colonne de Il Corriere della Sera: «Quando giocavo nel Baskonia, l’allenatore Dusko Ivanovic chiamava il mio agente e diceva: questo ragazzo non parla, non mostra emozioni. Non aveva capito come sono fatto».

Èil suo carattere, come nel momento culminante del «The Block» di Andrew Goudelock nella finale con Aquila Trento: «Non so che cosa mi sia passato per la testa. Di sicuro un mio errore. Mi è dispiaciuto non avere reazioni, avrei dovuto reagire diversamente perché è stato il momento in cui è cambiata la finale e sostanzialmente con quella partita abbiamo vinto lo scudetto. Rivedendomi, mi è dispiaciuto non esultare».

Chiara la definizione sul suo essere giocatore: «Mi definisco smart».

In nazionale, forte è stata la rottura con Sasha Djordjevic: «Per 4 anni ho speso ogni estate per la Nazionale. A 3 giorni dal Mondiale giochiamo questa amichevole con la Nuova Zelanda, vengo sostituito e come sempre, quando esco, do il cinque a tutti i compagni, che abbia giocato bene o male. Djordjevic mi urla ‘Vieni qui, vieni qui e siediti”. Non ho capito bene che cosa fosse successo, mi pareva esagerato. L’ho guardato. E lui mi ha allontanato dicendo che ero persona non gradita. Da quel momento è come se non fossi più esistito».

E sul futuro: «Il contratto scade quest’anno, quindi vedremo. Ovviamente ho raggiunto un’età in cui cominci a porti il problema di finire la carriera nel modo giusto. Milano può darmi questa possibilità. E io posso dare tutto per portare Milano a raggiungere gli obiettivi che si è prefissata».

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